| Tutto il paese per Giuliano |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| martedì 28 gennaio 2003 | |
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La chiesa San Ferdinando Re di Torre di Fine non è riuscita a contenere la grande folla che ha voluto tributare l'ultimo saluto a Giuliano Boatto. Il giovane ventenne elettrotecnico di Torre di Fine, morto venerdì notte in un tragico incidente stradale, a Isiata di San Donà di Piave, da dove stava arrivando dopo avere passato una serata con i vecchi compagni di scuola. Giuliano Boatto si era infatti diplomato all'Itis Volterra di San Donà. Giocatore del calcio Eraclea (domenica per il lutto è stata sospesa la partita in programma del campionato di seconda categoria dilettanti), era volontario del Centro d'ascolto di Ponte Crepaldo e appassionato musicista, animatore di tante serate estive jesolane al piano bar. La sua morte non poteva non suscitare un vasto cordoglio. "Non ho ricordi in 38 anni di vita pastorale - dice il parroco don Paolo Girardello - di avere mai officiato una cerimonia funebre così intensa e partecipata, concelebrata da quattro sacerdoti. Giuliano, appartenente ad una famiglia devota, era un ragazzo bravissimo, impegnato nel sociale, disponibile sempre. Proprio l'altro giorno ho consegnato alla mamma la foto che io ho stesso ho scattato quest'estate in occasione della festa paesana, alla quale non faceva mai mancare la sua collaborazione musicale con la pianola. Di lui ricordo il sorriso: sorrideva sempre di gioia. Portava una gioia immensa". Tanta era la gioia che portava, tante sono state le lacrime piante ieri. Hanno voluto leggere un messaggio di cordoglio i suoi compagni del Centro d'ascolto di Ponte Crepaldo, i compagni della squadra di calcio, gli amici e coetanei più stretti che non hanno retto all'emozione e sono stati presi dal pianto. Un amico musicista ha suonato la canzone sulla gioia della vita che gli aveva dedicato. Erano tantissimi i giovani, pochi sono riusciti a trattenere le lacrime. "Oggi sarai in Paradiso", ha detto don Paolo nell'omelia in cui ha voluto leggere la riflessione ("Un amore mi aspetta") scritta di una suora carmelitana sulla volontà di "credere" anche quando tutto sembra capovolgersi, come nel caso di Giuliano, strappato alla vita a soli vent'anni. Trasportato a spalle fino al cimitero di Torre di Fine dai suoi compagni di calcio, tutti vestiti in divisa societaria, Giuliano è stato sepolto con la sua maglia numero "11". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 28.01.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |