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Steffy's, ancora cedimenti e crepe PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
lunedì 20 gennaio 2003

Ripresi i lavori di scavo, sono comparsi nuovi cedimenti e più larghe crepe negli edifici di Eraclea Mare attorno al cantiere dello Steffy's per la costruzione dell'"Hotel Residence le quattro stagioni". C'è allarme non solo tra i proprietari dei cinque stabili (si tratta di tre alberghi, due condomini e un supermercato) che si trovano attorno al cantiere, ma anche tra i residenti che da martedì, quando il sindaco ha concesso la ripresa dei lavori, dormono con un occhio solo. Sinistri scricchiolii e crepe non sono insomma il massimo per conciliare il sonno. A questo punto c'è il timore di compromettere la futura stagione. L'altro pomeriggio c'è stato il sopralluogo dei tre tecnici incaricati di tenere sotto controllo la situazione: l'ingegner Cellini di Torre di Mosto a nome del Comune, l'ingegnere Trevisan di Padova per conto degli albergatori che hanno presentato l'esposto alla Procura della Repubblica, e l'ingegner Mondelli a nome dello Steffy's. La prima constatazione è stata sulla sostanziale inefficacia delle travi metalliche di collegamento e dei puntelli sulle palancole a sostegno dello scavo, una enorme buca di oltre sei metri di profondità; sull'albergo confinante a nord sono comparse pericolose crepe sui muri portanti e sui basamenti laterali di sostegno. Tutti gli edifici laterali hanno dimostrato un allarmante accentuarsi di cedimenti, crepe e fessurazioni. A questo punto è attesa da parte degli albergatori interessati una nuova sospensione dei lavori essendo, a loro parere, gravemente minacciata l'incolumità dei residenti. Spetterà comunque al sindaco decidere, dopo avere letto la relazione del tecnico incaricato. Il problema al momento è trovare un sistema di scavo e messa in sicurezza che non comprometta la staticità degli edifici vicini. Sembra quasi la quadratura del cerchio, alla luce delle indagini geologiche (penetrometriche e di carotaggio) sui terreni eseguite dal geologo Luca Capecchi di Jesolo, incaricato dai tre albergatori, che avrebbero evidenziato una successione di strati molli (sabbie, limi e torbe) per almeno una ventina di metri di profondità. Comunque, una volta superato il problema costruttivo, a destare preoccupazione tra gli albergatori è l'impatto ambientale dei 17 mila metri cubi del complesso quando sarà ultimato. E l'altro giorno il quesito che tutti si ponevano era il seguente: è stata fatta la valutazione d'incidenza ambientale prevista dalla normativa Sic in vigore dal 2000, che prevede delle importanti limitazioni per progetti costruttivi insistenti o influenti con zone come la pineta di Eraclea Mare?

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 20.01.2003
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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