| Salvato mentre sprofonda in canale |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| sabato 18 gennaio 2003 | |
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Precipita con l'auto nel profondo canale, ma viene salvato dal gesto eroico di tre ragazzi. È successo ieri sera a Ponte Parada di Stretti, davanti al piccolo santuario eretto per onorare la memoria di don Giovanni Bertola, il prete dei miracoli. La gente del posto non ha dubbi sull'intervento miracoloso di don Bertola. Certamente decisiva è stata la prontezza dei tre giovani se l'uomo precipitato nel canale con la sua Lancia Kappa si è salvato. Mancava poco alle 19, quando un quarantenne di Annone Veneto mentre percorreva la tristemente nota provinciale 57 (una settimana fa, poco distante, era morto Massimo Zoggia di Ceggia e qualche anno fa la famiglia Grigolon di San Stino, padre madre e i tre bambini erano pure annegati), provenendo da Ponte Crepaldo in direzione Stretti, all'altezza di Ponte Parada, forse per il fondo sdrucciolevole o per uno scarto che in quel punto compie la provinciale - le cause sono al vaglio della Polizia Municipale di Eraclea - perdeva il controllo dell'auto che sbandava a sinistra e usciva di strada sfondando il guard-rail. In quel punto si immette con curva a gomito, via Don Bertola, che prima dell'innesto, corre parallelamente alla provinciale. La Lancia superato il tratto finale di via Don Bertola, sfiora a sinistra una chiavica del canale, che costeggia la provinciale, e precipita capovolgendosi nelle acque ghiacciate. In quel punto profonde due metri e mezzo. L'uomo, solo a bordo, resta intrappolato dentro. Di fronte abitano le famiglie Priamo, più fratelli (Romano, Luigi, Lino e Christian), custodi del santuario. Sono tutti anziani e sono solo in grado, con l'aiuto delle nipoti Natascia e Cristina di cercare di fermare le auto di passaggio. Bloccano due giovani di Eraclea, che per primi si fermano e si immergono, tentando di rompere invano il primo finestrino. L'uomo rimasto prigioniero ma ancora cosciente, batte contro i finestrini dell'auto che non sprofonda subito. Nel frattempo i Cristina Priamo ha la prontezza di spirito di chiamare il fratello Devis di trent'anni che abita a Ponte Crepaldo. Questi si precipita e sarà lui che riuscirà ad estrarre l'uomo intrappolato dopo aver prima rotto con il martello il finestrino anteriore destro e poi quello posteriore: nella ricerca di aria l'uomo si era infatti spostato. L'operazione di recupero è stata agevolata dal fatto che i fratelli Priamo più anziani erano riusciti ad agganciare una ruota con una corda, e facendo leva sul ponte della chiavica avevano trattenuto l'auto in modo che noi sprofondasse. Il recupero dell'auto è stato poi completato dai vigli del fuoco di San Donà. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.01.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |