| Sviluppo a nord-ovest |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| venerdģ 10 gennaio 2003 | |
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Lo sviluppo residenziale va verso nord-ovest. In tutti i diversi centri abitati di Eraclea sarebbe una direzione obbligata, secondo la proposta contenuta nella variante generale al residenziale, presentata in questi giorni negli incontri con la cittadinanza (questa sera, alle 20.30, in sala oratorio Don Bosco, tocca a Ponte Crepaldo), se si vogliono ricomporre le relazioni sociali e i servizi. "Perchč - sostiene l'assessore all'urbanistica, Roberto Zucchetto - č una caratteristica di tutte le nostre frazioni quella di essere attraversate da una o anche due strade provinciali che ci obbliga, anche per motivi di sicurezza, a pianificare lo sviluppo residenziale verso la direzione nord-ovest. Tranne le piccole localitą di Ca' Turcata, dove uno sviluppo a nord-ovest porterebbe in piena zona archeologica e a Valcasoni, nata e sviluppatasi nel tempo a sud della provinciale". Pur avendo la fortuna di non essere attraversato da autostrade e strade statali, il territorio comunale deve infatti fare i conti con importanti arterie provinciali: la Triestina bassa o Jesolana, la San Doną-Caorle, la San Doną -Torre di Fine, e la funesta strada provinciale 57 Torre di Mosto-Ponte Crepaldo. Ed č stato proprio il criterio di escludere per quanto possibile l'attraversamento delle provinciali a determinare la pianificazione urbanistica. "A Eraclea capoluogo - spiega Zucchetto - essendo chiesa, scuole, servizi e maggiori negozi a nord-ovest di via Fausta, ovvero della provinciale Jesolana, lo sviluppo residenziale naturale č stato previsto oltre via Marco Polo in direzione San Doną; cosģ a Ponte Crepaldo, stretta tra due provinciali, lo sviluppo prioritario č a nord-ovest della Cantina sociale verso San Doną; anche a Stretti č a nord-ovest, verso San Doną, la direzione dello sviluppo: in questo caso a determinare le scelte oltre alle due provinciali che individuano l'incrocio attorno a cui si sviluppa la frazione, c'č il canale Brian che blocca verso nord-est, costringendo il Comune a chiudere le vecchia scuola elementare, anche perchč č ritenuto antieconomico il restauro, e ricostruirne una nuova in Terza Braida, individuando il maggiore sviluppo residenziale lungo Prima e Seconda Braida. Resta Valcasoni, dove lo sviluppo urbanistico, a sud-est della provinciale, č imperniato su una congrua area destinata ad edilizia residenziale pubblica e sulla costruzione di una passerella ciclo-pedonale, attraverso il canale, per collegare le zona est, dove sono ubicati chiesa, bar e negozi, con la zona ovest, ampliata e ricomposta, senza dovere salire necessariamente sulla Provinciale". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 10.01.2003Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla societą Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla societą Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |