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Auto nel canale, muore un giovane PDF Stampa
Scritto da Fabrzio Cibin   
domenica 05 gennaio 2003

La strada maledetta si è presa un'altra vita. È morto all'età di 26 anni, Massimo Zoggia, sempre in quella provinciale che tanto dolore ha già provocato in questi anni. A nulla è valso il guard-rail collocato lungo tutto il tragitto poco più di quattro anni fa: l'auto su cui viaggiava è sbandata, lo ha distrutto, si è capovolta sprofondando dentro il piccolo canale. Il terribile incidente è avvenuto poco dopo la mezzanotte di ieri. Zoggia, agente di commercio, rappresentante per una ditta di meccanica del pordenonese, residente in via IV Novembre, a Ceggia, stava viaggiando a bordo della sua Volkswagen Golf bianca, in direzione Eraclea. Naturale imboccare la strada più breve, quella via Vivaldi che collega le località Stretti e Ponte Crepaldo. C'è stata foschia per tutta la nottata, e questo non deve certo aver agevolato la visibilità. Quello che è successo realmente non è comunque ancora chiaro, visto che il giovane viaggiava da solo e che non sono stati coinvolti altri mezzi; a tal riguardo stanno indagando gli uomini della radiomobile dei carabinieri di San Donà di Piave intervenuti sul posto assieme ai colleghi di Eraclea. Subito dopo una curva, comunque, affrontando un rettilineo, l'auto è sbandata sulla sinistra, all'altezza di un ponticello di cemento, ha letteralmente distrutto un lungo tratto di guard-rail ed è finita capovolta dentro il canale. Sembra che Massimo abbia utilizzato le ultime forze per uscire dal mezzo, per poi spirare a riva. Allertati da un passante, sul posto sono giunti i vigili del fuoco ed i Carabinieri. In un primo momento si temuto che dentro al mezzo, di cui si scorgevano solo le ruote, essendo sommerso dall'acqua, ci fossero altre persone; per questo sono stati fatti intervenire i sommozzatori dei vigili del fuoco di Mestre. Per Massimo Zoggia non c'era nulla da fare e il medico non ha potuto far altro che certificarne la morte; la salma è stata ricomposta nella cella mortuaria di San Donà di Piave. La tragica scomparsa di Massimo Zoggia ha destato profonda commozione in tutto il paese dove la famiglia è conosciutissima. Il padre di Massimo è da anni un noto e stimato commerciante di abbigliamento, il nonno Angelo è stato per anni anche lui impegnato nel settore e poi si fatto conoscere per la sua passione di scultore. Come tutta la famiglia anche Massimo era molto conosciuto: due anni fa circa aveva aperto per qualche tempo un piccolo negozio di abbigliamento pure lui. Come capita in tutti i paesi di provincia, Massimo era stimato non solo per l'attività familiare legata all'abbigliamento ma era conosciuto come una persona tranquilla, seria e riservata. Il destino ha poi fatto il suo corso legando Massimo alla mamma, morta pure lei in un incidente stradale quando lui era ancora bambino. Un destino crudele perché la strada dove Massimo è morto è la stessa dove aveva perso la vita la mamma. La data del funerale deve ancora essere fissata. Un'altra famiglia che piange, un altro mazzo di fiori in una strada che ha conosciuto già molte altre morti. Ancora forte è il dolore per la tragedia capitata nella sera del 14 agosto del 1997: dopo l'uscita di strada della Bmw nella quale viaggiavano, sono deceduti tutti e cinque componenti della famiglia Grigolon di San Stino di Livenza, papà Paolo, mamma Rosanna, i tre figli Cristian Raul (7 anni), Stefano Amos (4) e Andrea Giovanni (2).

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 05.01.2003
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