| Un albergo termale al posto del vecchio campeggio |
|
|
| Scritto da Maurizio Marcon | |
| martedì 31 dicembre 2002 | |
|
Un grande albergo termale con 50 mila metri di parco dove c'era il Camping marina di Santa Croce. Dopo dieci anni di travagliata chiusura, iniziata con un blitz dei Nas e continuata con una lite giudiziaria e successivi infruttuosi tentativi di bonifica, restauro e riapertura, il Comune ha deciso di vendere l'area dello storico campeggio, la struttura originaria con cui Marco Aurelio Pasti lanciò e fece conoscere la spiaggia di Eraclea Mare. L'idea di rifare un campeggio dove c'era il campeggio è stata superata dai tempi, dai numeri, dai nuovi target turistici ambientali e dalla stessa decisione della Regione di classificare come Sic (sito d'interesse comunitario) questo splendido angolo di pineta mediterranea, incastonato tra la laguna del Mort e la spiaggia. Se trent'anni fa l'idea di mettere qualche centinaio di tende in mezzo ai pini aveva funzionato, rappresentando al meglio l'idea verde del turismo di Pasti, ora gli spazi richiesti dai camper, dalle colonnine per i servizi, dall'esigenza di lavorare con grandi numeri (l'ultima fallita proposta per ricreare il campeggio formulata dal Comune ipotizzava meno di 300 piazzole e 20 bungalow) impediscono di ipotizzare una struttura ricettiva con tende, camper e bungalow. Insomma l'area è troppo piccola, i pini troppo fitti e gli spazi angusti. «Fare un campeggio moderno oggi in pineta - spiega Roberto Zucchetto, vicesindaco e assessore all'Urbanistica - è di grande impatto e richiede uno stravolgimento dell'area, difficilmente compatibile con i parametri di una valutazione d'incidenza ambientale richiesta per intervenire in un Sic. Stiamo perciò predisponendo una scheda urbanistica di vendita che impedisca la possibilità di spalmare gli oltre 10 mila cubi esistenti nell'area. Non escludiamo a priori che l'eventuale acquirente possa realizzare un campeggio, ma certamente meglio gli dovrebbe venire l'ipotesi di realizzare un grande albergo dotato di cure termali valorizzando un parco di 50 mila metri». Considerando che vicino ci sono la laguna del Mort e la darsena del Mariclea c'è da pensare ad un'offerta di nicchia. «L'indirizzo dell'amministrazione comunale - conclude Zucchetto - è di caratterizzare sempre più l'offerta turistica di Eraclea Mare nel contesto delle spiagge dell'Alto Adriatico con il target verde, di un turismo sostenibile, di basso impatto ambientale, di valorizzazione dell'importante patrimonio ambientale esistente. Ecco quindi che ipotizzare un grande albergo termale, quale centro benessere e qualità in mezzo alla pineta, può diventare il prototipo di una località balneare che possa a pieno titolo chiamarsi la perla verde dell'Adriatico». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 31.12.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |