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Le scuse dei sindacalisti a Lauro Trevisiol denunciato per peculato PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
sabato 14 dicembre 2002

Lo avevano accusato di fare la "cresta" ai loculi, e addirittura di riscuotere indebitamente gli assegni famigliari, arrivando ad avanzare una richiesta di due miliardi di danni, ora gli chiedono pubblicamente scusa, oltre a riconoscergli un rimborso spese di 2500 euro. A distanza di 5 anni Lauro Trevisiol, rappresentante Rsu per la Cgil, ingiustamente denunciato di peculato, dai colleghi di lavoro e di sindacato nella Rsu, Giorgio Tonetto, a capo della componente Cisl, e Danilo Scapolan, pure della Cisl, si prende oggi la soddisfazione delle scuse. Nel novembre del 1997 i due sindacalisti della Fist-Cisl spedirono lettere all'amministrazione comunale e in Procura della Repubblica, accusando Trevisiol di fare la cresta ai loculi cimiteriali nella sua attività d'ufficio, preposta appunto ai contratti di concessione. In particolare Scapolan promosse la costituzione di un comitato, a cui aderirono quasi un centinaio di presunti "truffati". Secondo i loro calcoli avrebbero avuto diritto ad un rimborso di almeno due miliardi di lire. Inoltre Scapolan aveva avuto da eccepire sulla denuncia dei redditi di Trevisiol, accusato di percepire illegittimamente benefici a favore della famiglia. Ora con lettere distinte, inviate al sindaco, ai funzionari comunali e a tutti gli iscritti Cisl, Scapolan e Tonetto, sostengono una presunta buona fede sulla volontà non diffamatoria di avviare delle semplici verifiche sulle attività dell'ufficio in cui operava Trevisiol, offrendo le loro scuse. "Le scuse più che il rimborso pecuniario - spiega Trevisiol - sono la riparazione morale cui più tenevo. Ancora oggi mi chiedo come possa essere nato un tale accanimento contro di me, solo perchè appartenevo ad un sindacato diverso da quello dei miei accusatori. Sono stato costretto a dimostrare il legittimo diritto a riscuotere gli assegni famigliari e a spiegare al giudice di aver solo ereditato un'anomala procedura d'ufficio negli incassi dei loculi. Anche se questi avvenivano tramite un libretto bancario depositato in Comune non è mancata una solo lira dei soldi incassati e depositati, Non c'era quindi assolutamente nessuna "cresta", nessun peculato".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.12.2002
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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