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Allarme nella notte, il Piave esonda a Eraclea PDF Stampa
Scritto da Gianfranco Bedin   
giovedì 28 novembre 2002

Nella notte, quando il Piave si è ingrossato esondando nelle golene fluviali e a Eraclea, sono ricomparsi nel Sandonatese i fantasmi e le paure della tragica alluvione del 1966. Il fiume continua, da sempre, a rappresentare una autentica minaccia per un territorio ad alto rischio idrogeologico. L'allarme è scattato dopo la mezzanotte, quando le acque del fiume hanno superato il livello di guardia. Nella tarda serata di martedì è stata fatta evacuare a Fossalta la famiglia Dus, la cui abitazione, lungo la golena del fiume, era stata invasa dalle acque. Poi sono stati chiusi i sottopassi del ponte della Vittoria, sia a San Donà che a Musile: il parco fluviale di San Donà si è trasformato in un immenso e spettrale lago di acqua e fango. Ieri mattina, per la piena del fiume, sono state evacuate a Noventa, in via Lampol, le famiglie Tonel e Rosati. Al piano terra delle loro abitazioni l'acqua aveva raggiunto il mezzo metro di altezza e hanno trovato ospitalità dai parenti. Ma c'è anche chi ha preferito rimanere nella propria casa malgrado l'allagamento. Sempre nella mattinata le acque del Piave a San Donà hanno allagato le due multisale del cinema Cristallo. Era dal 1966 che non succedeva, nonostante le varie piene che si sono succedute in questi decenni. La situazione è sempre stata, comunque, sotto controllo. Già nel pomeriggio di lunedì si era provveduto ad ancorare a riva il ponte di barche privato che collega Noventa e Fossalta, nella stessa serata era stato allontanato dal parco fluviale di San Donà il circo di Oscar Togni che aveva appena piantato le tende; martedì pomeriggio erano state chiuse le "porte" dell'argine del fiume a Noventa, attigue al centro abitato. Da quando è scattato lo stato di preallarme, soprattutto dalla notte di mercoledì e per tutta la giornata di ieri, sono stati mobilitati tecnici, operai e vigili urbani dei comuni rivieraschi, i volontari della Protezione civile, i pompieri, la Polstrada ed i carabinieri della Compagnia di San Donà e gli uomini del Genio civile. Nella mattinata di ieri il territorio del basso corso del Piave è stato controllato dall'alto anche da un elicottero della Guardia di Finanza. A Eraclea, assieme agli operai del Comune, è intervenuta la Protezione civile per proteggere con 700 sacchi di sabbia sei abitazioni minacciate dal fiume. Piena emergenza, insomma. Minacce del fiume a parte, i maggiori problemi sono stati creati dal traffico. Da lunedì la già collassata viabilità sandonatese è andata in tilt, con code e ingorghi in tutto l'asse viario cittadino. Nelle ore di punta il traffico è letteralmente paralizzato. Chi dice a causa della chiusura del ponte di barche tra Noventa e Fossalta, chi a causa degli intasamenti della tangenziale di Mestre per cui gli automobilisti preferirebbero avventurarsi lungo la Statale 14. Gli autobus dell'Atvo stanno registrando in questi giorni ritardi di venti-trenta minuti nelle ore normali, con punte di oltre sessanta minuti. E ieri mattina, a complicare la situazione, si è aggiunta anche la falsa notizia che il ponte della Vittoria era stato chiuso. I centralini delle forze dell'ordine e di pronto intervento sono andati in tilt, nonostante le smentite. Nella tarda mattinata, le acque del Piave, dopo l'ondata di piena, hanno cominciato a ritirarsi lentamente. Non appena il fiume sarà rientrato nel suo letto naturale, si cominceranno a fare i primi bilanci. Da valutare soprattutto le erosioni: da anni ormai il Piave continua ad inghiottire le rive, le aree golenali continuano a cedere.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 28.11.2002
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