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«Esposto alla Procura L'ho inviato io» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
martedì 26 novembre 2002

"Nonostante l'ostracismo degli attuali amministratori ai cittadini di Eraclea torna almeno una parte dei soldi sperperati". Paolo Ongaretto, attuale consigliere "dissidente" dalla maggioranza, esprime soddisfazione per la sentenza della Corte dei Conti che restituisce parte dei 300 milioni di lire in più spesi dal Comune di Eraclea per espropriare il terreno della famiglia Pasti su cui è sorta la strada Eraclea Mare-Caorle. Fu infatti lui ad inviare l'esposto alla Procura della Corte dei Conti per denunciare il presunto danno erariale, ora accertato e in parte risarcito, senza il consenso della Giunta. Quando in Comune arrivò il "conto" salato da pagare, Ongaretto era consigliere di maggioranza, delegato a seguire i tributi, quindi ammesso a partecipare alle sedute di Giunta. "Subito proposi - ricorda - di trasmettere, come atto dovuto, la pratica della strada Pasti alla Procura della Corte dei Conti, ma la Giunta nicchiò. Dopo vari solleciti presi da solo l'iniziativa dell'esposto, allegando copia di un documento fondamentale per provare il danno erariale subito dal Comune. Invece di collaborare - spiega - gli attuali amministratori presero tempo facendo a loro volta una denuncia contro l'ignoto "delatore" che avrebbe sottratto il documento rivelatore. Volevano sapere il nome di chi aveva fatto la "spia". Devo ringraziare il viceprocuratore Giancarlo Di Maio della sua riservatezza e di avere rivelato il mio nome solo al momento del deposito degli atti. Ora sono orgoglioso di dire che sono stato io. Quando ho accettato di candidarmi per amministrare il Comune il mio solo scopo era di mettermi a servizio dei cittadini". Un intento etico che gli procurò però dei guai: come quando si accorse che i cittadini di Eraclea pagavano da anni una tassa abolita, quella sulla "agibilità degli edifici", e si mise in testa di farla restituire. Un caso al tempo clamoroso di cui non si erano accorti nemmeno i revisori dei conti. "Purtroppo - spiega Ongaretto - il Comune non si adoperò per promuovere autonomamente questo atto che io considero dovuto. Il risultato è stato che la maggior parte dei cittadini non si sono fatti avanti per riavere il maltolto". Le conseguenze di queste iniziative ricaddero sullo stesso Ongaretto: il sindaco gli tolse la delega ai Tributi e il gruppo consiliare di maggioranza lo estromise, spostandolo anche di posto in consiglio comunale.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 26.11.2002
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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