| «La grande criminalità è tra noi» |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| venerdì 15 novembre 2002 | |
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"Dopo la bomba al plastico contro l'agenzia immobiliare e l'incendio doloso, con innesto sofisticato, all'autoscuola, anche il tentativo di sequestro di persona: bisogna prendere atto che anche da noi è arrivata la grande criminalità: fatti così a Eraclea non si erano mai verificati in precedenza". Alberto Argentoni, sindaco di Eraclea, non profferisce ancora le parole mafia e camorra, quasi per scongiuro, ma è chiaro che le pensa. Nel giro di un anno la "ricchezza che viene dal mare", il ricco turismo delle spiagge, sta facendo vedere l'altra faccia del benessere. Ora tutti sembrano ricordare che prima di essere preso a Caorle il boss camorrista Costantino Sarno soggiornava "tranquillo" in una delle villette del residence dei Tigli. "Polizia, carabinieri e guardia di finanza, tutte le forze dell'ordine - spiega Argentoni - hanno intensificato indagini e monitoraggio di certi fenomeni che stanno avvenendo su tutti i Comuni del litorale. Questa attenzione da un certo punto di vista ci tranquillizza, ma non basta. Vorrei incoraggiare anche i cittadini ad essere più collaborativi, a segnalare fatti sospetti, a vincere certe reticenze. Al momento non è chiaro quanto la grande malavita sia penetrata e radicata nel nostro territorio. Certi fatti accaduti sono però inquietanti, devono preoccupare tutti". "Non sono ancora in grado - continua il primo cittadino - di potermi esprimere sul fenomeno del riciclaggio, forse sul caporalato, vedendo certi fenomeni, i sospetti sono più forti. Anche se le forze dell'ordine e gli organi di controllo competenti in materia, che sostengono di aver svolto un'intensa attività ispettiva, tendono a ridimensionare l'eventuale presenza del fenomeno. Riguardo alle immobiliari che operano in spiaggia devo ricordare che sono generalmente locali o quantomeno conosciute. La mia preoccupazione è forse più rivolta al crescente fenomeno della prostituzione e della droga, a reati di delinquenza comune più che sul versante edilizio". È però accertato che la tecnica di infiltrazione della mafia è quella di coinvolgere imprese locali, un'ottima copertura per riciclare. Tanto più ora che con i milioni di metri cubi del Palalvo gli appetiti crescono. "Il Comune di Eraclea aveva chiesto di aderire al Palalvo anche se non ne condivideva la filosofia cementificatoria - ricorda Argentoni - ma ne siamo stati esclusi. Ma non credo assolutamente che la mafia sia così potente da condizionare a livello regionale e amministrativo locale scelte di programmazione urbanistica di un'area così vasta come l'area litoranea del Veneto Orientale. La grande criminalità comunque oramai è tra noi. Tutti, cittadini e forze dell'ordine dobbiamo impegnarci al massimo nel cercare di sradicare il fenomeno dal nostro territorio". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 15.11.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |