| Le dune sono tutte colorate. Di cemento |
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| Scritto da M. D. | |
| mercoledì 13 novembre 2002 | |
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L'idea è quella di riempire gli spazi vuoti che ci sono tra Eraclea, Duna verde, Porto Santa Margherita e Caorle. Lì dove ancora ci sono dune e campi di soia, ci sarà una distesa di cemento armato. A cominciare da valle Ossi, esattamente dietro la laguna del Mort, zona giudicata sito di interesse comunitario per la sua bellezza. La storia di questa urbanizzazione inizia nel 1993 con il Piano regolatore. Si prevedono 1 milione 300 mila metri cubi. Che poi scendono a 800 mila perchè la Regione si oppone, il Tar dà torto alla Regione, ma i concessionari delle opere decidono di trattare una riduzione di volume. Da 800 mila metri cubi si scende a 600 mila, ma il Comune sta ancora trattando per vedere di ridurre ulteriormente l'impatto delle costruzioni. Altre migliaia di metri cubi li sta costruendo Giovanni Mazzarotto della Lampo, un imprenditore di Portogruaro che tira su come birilli condomini e palazzine, costruzioni tutte uguali - e se è possibile dirlo, en passant, tutte bruttissime e con colori da incubo - tra Duna Verde e Porto Santa Margherita. Ma anche a Caorle arriveranno tonnellate di cemento armato, con il Palalvo, un intervento che nasconde dietro un nome "ecologico" come "Piano d 'area per le lagune e i litorali del veneto orientale", un vero massacro del territorio - come dice l'assessore provinciale all'Ambiente, Ezio Da Villa. Ma da queste parti sono esperti in cemento ammantato di nomi roboanti ed ecologici, così chiamano le lottizzazioni Duna Verde, Duna Rossa e Duna Azzurra, ma si tratta sempre di cemento grigio. Ebbene, con il Palalvo arrivano a Caorle 1 milione e mezzo di metri cubi di roba varia - case, ma anche posti barca. Pensate solo che alle foci del Livenza nascerà una immensa darsena che arriverà fino a Cà Corniani, almeno un paio di chilometri nell'entroterra. Anche qui il rischio è che fra un po' il cielo sia oscurato dalle gru. A meno che la Regione non blocchi tutto. Ma finora è stato proprio il Comune di Caorle a sponsorizzare questa colata di cemento. "Ma quel che non vogliono capire a Caorle è che il loro futuro non può essere fare la brutta copia di Jesolo - continua Da Villa - Loro dovrebbero valorizzare quella immensa risorsa che hanno tra valli, Brussa, Laguna del mort e invece vogliono cementificare. Per quanti anni ancora sperano che i turisti accorrano in un posto che offre così poco? Se guardassero agli altri Paesi europei, vedrebbero che ormai tutti puntano ad un turismo compatibile con l'ambiente". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 13.11.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |