| Che cosa potevano volere dalla famiglia Zanusso? |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| martedì 12 novembre 2002 | |
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Nega, nega disperatamente Mauro Zanusso di essere oggetto di un tentativo di sequestro, lui, suo figlio Stefano o qualche altro membro della famiglia. Tutto il paese nega che un lavoratore, titolare in comproprietà di una piccola azienda di noleggio di videogiochi, che non ha mai fatto sfoggio di ricchezza, che vive in una casa in affitto, che ha in affitto il piccolo capannone che funge da deposito dei macchinari, che è anni che non cambia la macchina, possa costituire l'obiettivo di un sequestro di persona. Errore di persona? Probabilmente. Ma intanto in via Paludelli si vive nel terrore. Ieri sera all'imbrunire tutti erano già sprangati in casa. E chi si muove! Che presunti sequestratori abbiano individuato una casa da attaccare in questa lunga e seminascosta stretta viuzza di periferia fa veramente impressione: le ville più belle sono nella vicina via Marco Polo, la strada del ristorante "Da Nona Teresa", anche se la villa dove abitano in affitto i Zanusso non è che si presenti male, anzi è una bella abitazione, ma senza pretese eccessive. Ed è questo il dubbio più inquietante: come sono arrivati i presenti sequestratori in via Paludelli? A sentire il paese tutti si meravigliano di Mauro Zanusso. Anche se non è conosciutissimo, visto che non è originario di Eraclea ed è arrivato ad abitare qui dopo avere sposato una ragazza del posto, non c'è nessuno che indicherebbe in lui una persona facoltosa da ricattare o derubare. Che ci sia dell'altro per il momento è tutto da dimostrare. Il vero problema dei Zanusso ora è difendere la loro vita privata, la tranquillità e la sicurezza familiare, del figlio grande e di quello piccolo. Quel presunto delitto certamente non li riguarda, assolutamente negano li possa riguardare. Ma il vero problema ora è che la sicurezza dentro casa a Eraclea non riguarda solo i Zanusso, o i residenti di via Paludelli, riguarda tutta la città. Non più solo la microcriminalità e la grossa criminalità che butta le bombe al plastico nella ricca Eraclea Mare, ora anche a Eraclea paese, in via Paludelli, bisogna stare attenti e non mettere fuori il naso. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 12.11.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |