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La soprintendenza dice "no" alle ruspe PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 18 marzo 2001

Sentenza di svincolo e decreto di rivincolo, diffide: per la chiesa di Torre di Fine infuria la guerra delle carte bollate. Dopo la sentenza del Tar del 9 febbraio che aveva dato ragione al parrocco, concedondogli mano libera per abbattere e ricostruire l'edificio religioso, la Sovrintendenza ha replicato il 16 febbraio avviando un nuovo procedimento di vincolo. Ed anche l'avvocato del parrocco, don Paolo Girardello, non è stato con le mani in mano e ha diffidato il Comune di Eraclea a rilasciare la concessione edilizia in base alla sentenza immediatamente esecutiva del Tar. "Purtroppo in assenza di concessione edilizia - si rammarica don Paolo - la Curia non dà alla parrocchia i 400 milioni promessi per iniziare i lavori. Se non mi servissero quei soldi avrei già buttato giù la chiesa infischiandomene della concessione edilizia. Questo è un chiaro caso di abuso di potere". "Non è colpa del Comune - spiega il sindaco Alberto Argentoni - è la Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici del Veneto Orientale che ha parato il colpo della sentenza del Tar avviando un nuovo procedimento di vincolo, legando le mani al Comune. Fosse per me rilascerei subito la concessione, ma qui si tratta di ottemperare ad un atto di un organismo del Minisitero, ente superiore al Comune". "In effetti il sindaco è una brava persona e so che non ci è contro - replica don Paolo - però quando nel settembre del '97 si è trattato di emettere l'ordinanza di sgombero della chiesa l'ha fatto in 24 ore, senza avvisarci prima. A questo punto mi piacerebbe sapere su che basi la Sovrintendenza ha emesso il secondo decreto di vincolo". Questa nuova proposta di vincolo risponde in verità alla sentenza del Tar elevando il livello dello scontro: alla chiesa di San Ferdinando Re non si riconosce più solo un valore storico, ma è dichiarata "di interesse particolarmente importante". Viene infatti definita, nella lettera firmata dal Sovrintendente Guglielmo Monti: "Costruzione neoeclettica, risalente al 1929, con chiari riferimenti neogotici e neoromantici, tipici dell'architettura ecclesiastica degli anni '20 e '30 del XX secolo. Pertanto, nelle more di un più approfondito studio ed esame delle particolarità storiche ed artistiche dell'edificio in questione, la presente comunicazione comporta in via cautelativa l'applicazione delle norme che prevedono il blocco delle opere non autorizzate da questa Sovrintendenza".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.03.2001.
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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