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Emergenze, pronta la protezione civile PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
martedì 15 ottobre 2002

Gruppi della protezione civile del Sandonatese pronti ad affrontare le emergenze. La prima esercitazione distrettuale di protezione civile, svoltasi sabato mattina a Eraclea, ha dimostrato l'alta capacità d'intervento raggiunto dai dieci gruppi della protezione civile del distretto di San Dona. In una giornata dal tempo infame, che ha contribuito ad aumentare le difficoltà d'intervento predisposte con la simulazione, i vari gruppi volontari hanno dimostrato un'inaspettata efficienza. Peccato che, proprio a causa del cattivo tempo, non è stato possibile far assistere alla manifestazione, come previsto, gli alunni delle scuole. Sarebbe stata per loro un'utilissima occasione per comprendere certe problematiche ambientali legate alla protezione civile. La manifestazione, assicura Dimitri Momentè, responsabile del gruppo comunale di protezione civile di Eraclea, sarà ripresentata agli alunni nella prossima primavera, sperando ovviamente in migliori situazioni climatiche. Tra i gruppi specializzati venuti da fuori provincia, ammirate le dimostrazioni del 70 vigili del fuoco di Pergine (Trento), arrivati in pullman e con tre mezzi, che hanno fatto vedere un montaggio di scale a ventaglio ed hanno simulato, assieme alla Croce Rossa, il soccorso a dei feriti intrappolati in un incidente stradale fra due auto incastrate. Il gruppo delle giubbe rosse di Treviso, specializzato nella ricerca con cani, ha simulato il ritrovamento di una persona dispersa; mentre i Servizi forestali regionali, arrivati con tre mezzi Pik-up, hanno messo in opera l'attrezzatura da usare in casi di incendio boschivo. Mentre il gruppo protezione civile di Musile ha dimostrato come si argina un fontanazzo, quello di San Donà ha eseguito un montaggio colonna con fari e Il gruppo di Ceggia ha lavorato con le motoseghe per liberare due auto da un albero precipitatovi sopra. Spettacolare il montaggio di scala controventata, eseguito dal gruppo di Cavallino Treporti che è costituito dal montaggio di un'alta scala dritta in cielo, sostenendola con tiro bilanciato di quattro corde mentre un uomo la sale fino all'ultimo elemento. Insomma tutta una serie di simulazioni ad alto rischio. Le uniche dimostrazioni a saltare sono state quelle dei gruppi di Eraclea e Torre di Mosto che avrebbero dovuto svuotare dall'acqua due bacini artificiali, simulando un intervento in caso di allagamento di scantinati. Purtroppo l'eccessivo fango non ha consentito il montaggio dei due bacini per eseguire la simulazione.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 15.10.2002
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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