| Braccio di ferro per la chiesa di Torre di Fine |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 14 marzo 2001 | |
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Si profila più aspra del previsto la "battaglia" fra amministrazione comunale di Eraclea e parrocchia per la chiesa di Torre di Fine. Nei giorni scorsi il Tar (Tribunale amministrativo regionale) ha dato ragione al parroco, ma l'amministrazione comunale di Eraclea non rilascia la concessione edilizia per costruire la nuova chiesa. Il Consiglio pastorale della parrocchia San Ferdinando Re di Torre di Fine e il parrocco, don Paolo Girardello, sono arrabbiatissimi. "Questo è un abuso di potere! - protesta don Paolo - Le sentenze del Tar sono immediatamente esecutive: il Comune non può non rilasciare la legittima concessione. Sostenere, come fa il sindaco, che bisogna aspettare la sentenza del Consiglio di Stato nella presunzione che la Sovrintendenza abbia fatto ricorso, è un sopruso burocratico bello e buono. Io non ho avuto nessuna comunicazione. La parrocchia di San Ferdinando Re ha il sacrosanto diritto di costruire la sua chiesa". Rimesso a nuovo, dopo la delicata operazione al cuore, conclusasi felicemente, don Paolo è tornato pieno di voglia di fare. E di combattere per costruire la sua nuova chiesa. Tutto sembrava risolto con la recente sentenza del Tar che annullava il vincolo edificatorio posto dalla Sovrintendenza per i beni ambientali e architettonici del Veneto Orientale che, riconoscendo un valore storico all'edificio, costruito nel 1929, chiedeva di eseguire una ristrutturazione conservativa, mentre il parrocco, per questione di costi, lo vuole abbattere e ricostruire completamente. "La chiesa di San Ferdinando Re a Torre di Fine - sostiene don Paolo - non ha un particolare valore storico e artistico: fino al 1964, quando don Giuseppe Galluppo l'ha ampliata, era ancora un semplice edificio in mattoni". "A Torre di Fine - insiste - non siamo in grado di spendere un miliardo e duecento milioni solo per rinforzare le fondazioni. Queste sono le cifre quando si parla di ristrutturazione. Abbattendo e ricostruendo, invece - continua don Paolo - si spendono invece solamente sei-settecento milioni. Tra l'altro la Curia non ci trasfersice i 400 milioni promessi fino a quando il Comune non rilascia la concessione edilizia. Visto che pretende la ristrutturazione che sia la Sovrintendenza a sborsare i soldi. Per risolvere la questione in fretta sarei comunque disponibile a mantenere la facciata della chiesa, rinforzare solo ad essa le fondazioni, e ricostruire tutto il resto". Insomma si apre una disponibilità a trattare, anche perchè se si apetta una sentenza del Consiglio di Stato ci vogliono sicuramente anni. Nel frattempo a Torre di Fine c'è fermento per la raccolta di fondi. Ogni occasione è buona, dalla sagra paesana alla più varie manifestazioni. Tra queste va segnalata la seconda edizione del torneo di bowling, A.C. Santa Croce, conclusasi venerdì sera, che visto in finale primeggiare Ivano Pinel su Renato Cattai di Jesolo; terzo classificato Angelo Vallese, quarto Fabrizio Vidotto. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.03.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |