| Stretti, timori per l'ufficio postale |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 15 agosto 2002 | |
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È allarme per l'ufficio postale di Stretti. L'apertura a giorni alterni attuata nei mesi di luglio e agosto sarebbe infatti il preludio di una sua definitiva chiusura. L'assessore comunale di Eraclea Giuliano Roma ha presentato e fatto votare in questo senso, all'unanimità del consiglio comunale, una mozione. Il documento è stato quindi integrato dai tre consiglieri di "Insieme per Eraclea" che hanno promosso una raccolta di firme. Da Venezia la direzione delle Poste però tranquillizza: «A settembre tutto tornerà come prima: apertura tutti i giorni feriali, dalle 8.30 alle 14, sabato fino alle 13. L'apertura a giorni alterni nei due mesi estivi - viene spiegato - è stata determinata dalla necessità di contemperare l'esigenza di concentrare gli sforzi negli uffici turistici del litorale, in questo periodo sovraccarichi di lavoro, con la concessione delle ferie ai dipendenti che lo richiedono, togliendo personale dagli uffici di periferia in questo periodo meno oberati di lavoro». Si tratta di spiegazioni che, all'apparenza, appaiono logiche e accettabili, ma che non tranquillizzano affatto ne la popolazione ne tanto meno gli amministratori comunali. «Purtroppo - teme Roma - l'esperienza insegna che l'apertura a singhiozzo è il primo passo verso la chiusura definitiva. Così è avvenuto in altri uffici postali periferici del Portogruarese. Prima si tranquillizza, poi s'inizia a dire che l'ufficio è improduttivo, che è un ramo secco e si procede con la chiusura. Difficile entrare nel merito della produttività, anche se potrebbero spiegarci i parametri valutativi. Per noi amministratori di un Comune la produttività si misura in termini di servizio erogato in rapporto a distanza e alternative. Se chiude l'ufficio di Stretti, l'utente della zona dovrebbe fare dieci chilometri per raggiungere il capoluogo, senza che ci sia un servizio di trasporto pubblico, a meno di recarsi a San Donà di Piave. Bisogna inoltre tener presente che per tener aperti gli uffici nelle frazioni di Stretti e di Torre di Fine l'amministrazione comunale già paga l'affitto dei locali. Il problema è di rilevanza sociale e politica e quindi la mozione votata chiama in campo tutti politici e parlamentari della zona di tutti gli schieramenti». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 15.08.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |