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La chiamano "ex fornace" PDF Stampa
Scritto da Ch. P.   
martedì 13 agosto 2002

La chiamano "ex fornace", in realtà è un essiccatoio costruito durante la seconda guerra mondiale e restaurato pochi anni fa dal comune di Eraclea. E qui, tra dune e pineta che si affacciano al mare, tra spiaggia libera e spiaggia-alveare, campi bonificati e lagune nascoste, la cooperativa veneziana Limosa ha messo in piedi un "Laboratorio Territoriale di Educazione Ambientale" aperto a tutti i "curiosi" della natura: all'interno una sala convegni e conferenze arricchita da una mostra espositiva dedicata al litorale e ai suoi "tesori di spiaggia", con testi e immagini ideati per catturare l'attenzione di grandi e piccini; all'"esterno", o meglio, per "l'esterno", la programmazione di escursioni, attività sulla spiaggia, animazione, soggiorni naturalistici, visite guidate a piedi, in bici o in canoa alla laguna del Mort. In più laboratori didattici rivolti alle scolaresche, una biblioteca tematica, l'internet point, lo sportello informativo per illustrare gli itinerari. «L'idea è cercare di collegare il Centro e le sue attività al turismo balneare - spiega Roberta Manzi, presidente della cooperativa Limosa - non rivolgendosi soltanto agli utenti classici, come alunni delle scuole o gruppi particolarmente sensibili a questo tipo di iniziative, ma aprirsi anche alle esigenze del turista che frequenta la spiaggia e cerca un altro sguardo sul territorio... insomma, un'alternativa alla solita vacanza». Non a caso, in questo periodo, funzionano a meraviglia i laboratori didattico-naturalistici con i bambini, che vengono "depositati" al centro e "trasformati" in piccoli esploratori mentre mamma e papà si godono il sole in pace. I percorsi si inoltrano nella pineta attraverso piccoli sentieri, salgono sulle dune e scendono per stradine sterrate fra siepi di more selvatiche e tamerici, penetrano nella laguna del Mort fino alla barena, sfiorano l'idrovora del Consorzio Ongaro Inferiore, attraversano canali e piccoli borghi, si inerpicano su per argini che si affacciano su fiumi e canali sovrastati dalle grandi reti da pesca. «Stiamo sperimentando diversi modi di frequentare il litorale - aggiunge Manzi - non solo a piedi o in bici, ma anche in canoa oppure con la bici acquatica, la "shuttle-bike"». Il centro di Eraclea ospita anche uno sportello informazioni legato al progetto "Handicap e turismo sociale nel litorale del Veneto Orientale" ideato dall'Usl 10 in collaborazione con la cooperativa Codess sociale di Mestre. C'è pure una guida sul progetto, un interessante libretto dotato di mappe e spiegazioni rivolte al turista e in particolare al «turista con bisogni speciali che ha scelto di godere del sole e del mare delle località marine del Veneto orientale, anche alcuni angoli di natura meno conosciuti». «Il litorale veneto è stato molto antropizzato dall'industria turistica - chiude Manzi - questi progetti cercano di valorizzare un turismo "sostenibile". Non a caso l'esposizione nel Centro illustra proprio l'ambiente originario e i cambiamenti che ha subìto nel tempo: chi frequenta la spiaggia può così capire come il turismo abbia inciso sul territorio modificandolo».  Il centro di Eraclea (via degli Abeti 2) è aperto da maggio a settembre: sabato e domenica con orario 9-13 e 15-19. In estate anche il venerdì pomeriggio e sera. Da ottobre ad aprile: ogni primo weekend del mese con orario: sabato 14-18 e domenica 9-13 e 14-18. Ingresso 1€. Tel. 0421 66024. Cooperativa Limosa: 041-932003, e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , sito web http://www.limosa.it/.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 13.08.2002
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