| La storia come testimonianza d'amore |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| martedì 06 agosto 2002 | |
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Conoscere e riscoprire la storia attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta. È sempre stata la filosofia dell'associazione "Il Carro", che da quando è nata ha organizzato mostre, rievocazioni storiche, rappresentazioni teatrali, ma anche si è dedicata a pubblicazioni, sfruttando la passione di uno dei suoi associati, Luigi Paro. Domenica sera, nella piazzetta antistante la chiesa di Eraclea , è stato presentato "Eraclea - La strada verso casa", il secondo volume (il primo, "Eraclea - Dove finisce il mare", è del 1997) dedicato a queste terre. Ed anche questo mantiene lo stile e le caratteristiche proprie del "Carro": raccontare la storia attraverso le testimonianze, dirette o fotografiche, di chi l'ha vissuta. In particolare questo secondo libro ha lasciato molto spazio ai conflitti mondiali. Toccanti, oltre che storicamente utili, le testimonianze dei soldati di allora. "È un volume - ha detto il sindaco Alberto Argentoni - che arricchisce la nostra comunità e permette ai più giovani di conoscere e riflettere sulla nostra storia". Ferruccio Mazzariol scrittore ed editore (casa editrice "Santi Quaranta") e il giornalista Franco Fava hanno elogiato le capacità di ricerca e di scrittura di Luigino Paro. "Ha una capacità di scrittura accattivante - ha detto Mazzariol - ed ha fatto queste ricerche con una umiltà francescana". Fava ha parlato di "Prezioso recupero della memoria". Presenti i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma che, al momento dell'inaugurazione dell'8. mostra "Arte e civiltà contadina", hanno deposto i loro gonfaloni nella parte dedicata al libro e quindi alla guerra. Il consigliere regionale Daniele Stival che ha comunicato l'appoggio all'iniziativa attraverso l'acquisto di un centinaio di copie. Luigi Paro ha raccontanto della sua passione, delle grandi emozioni vissute attraverso i racconti delle persone intervistate e del fatto che l'unica persona che mancava alla presentazione era il padre Angelo, deceduto poco tempo fa. "Ho avuto almeno il piacere di sapere che poco prima di morire ha letto la parte del libro che lo riguardava". Nella prefazione Ulderico Bernardi ha parlato di questo libro come di una "Testimonianza d'amore". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 06.08.2002 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |