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In camera si dorme e in salotto si ruba PDF Stampa
mercoledì 10 dicembre 2003

Metà sono italiani e metà stranieri, mentre alla domenica si pensa che abbondino i nomadi, provenienti dai campi del Veneziano e del Trevigiano. Con l'arrivo in massa dei villeggianti anche i ladri sono tornati a colpire. Comunque meno degli anni scorsi, sostengono i carabinieri, che attribuiscono il calo di furti al rinforzo degli organici e al conseguente aumento dei servizi ispettivi. Ma per chi scopre l'operato di un ladro in casa la statistica non è affatto consolatrice. Anche perchè non è diminuita la spavalderia di chi agisce di notte, incurante della presenza degli ospiti. I furti in appartamento sono un fenomeno presente in tutto il litorale, da Cavallino a Bibione, ma a Eraclea Mare assumono particolari facilitazioni per la mancanza di inferriate o dispositivi di segnalazione, oltre all'incoscienza di chi dorme con porte e finestre spalancate. «L'altra notte - spiega Lauro Simeoni, dipendente del Tribunale di Venezia, alloggiato in una casa a schiera del residence dei Tigli - sono stato svegliato dal tentativo d'intrusione di un ladro che cercava di forzare la serratura della porta. È bastato il rumore provocato nell'avvicinarmi per metterlo in fuga. Non così fortunata è stata una mia vicina che è stata colpita da un ladro entrato dall'abbaino lasciato aperto. La scorsa settimana nelle case di Tomasi sono stati ben sette i furti messi a segno in una sola notte, e tutti con le persone in casa. Eppure basterebbe poco per proteggersi: se proprio non si hanno le inferriate, almeno si chiudano le imposte. Non stendiamo un tappeto rosso ai ladri». Molti appartamenti sono però troppo piccoli e quando fa caldo è difficile resistere senza aprire per arieggiare. «Solo i bungalow dei villaggi Arco e Baleno sono stati muniti di inferriate - spiegano i carabinieri - ma, a volte, basterebbe avere installati degli economicissimi sensori di persone, senza ricorrere a costosi sistemi di allarme, per evitare brutte sorprese». Insomma più della repressione serve la prevenzione, e qui oltre ai comportamenti delle persone e alla vigilanza delle forze dell'ordine torna in gioco la situazione precaria delle difese delle abitazioni. «Purtroppo a Eraclea Mare - sostiene ancora Simeoni - sia per i servizi in spiaggia che per le abitazioni si paga troppo rispetto alla qualità ricevuta. Se bene ha fatto la Capitaneria di porto a punire le mancanze di bagnini in spiaggia, così è necessario per le residenze individuare delle misure per favorire qualità e sicurezza rispetto alla speculazione».

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 28.07.2002
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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