| Ponte Crepaldo reclama la farmacia |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| sabato 20 luglio 2002 | |
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Aspettano la farmacia da venticinque anni e, ora che hanno acquisito il "diritto", la vogliono subito. Al diavolo la burocrazia che pretende altri due anni fra delibera della Giunta regionale, pubblicazioni, indizione ed espletazione del bando. Il parere favorevole della V Commissione regionale all'istituzione della farmacia nella popolosa frazione, più che rasserenare gli animi, ha suscitato un moto di rabbia per un diritto negato da un quarto di secolo. A Ponte Crepaldo la pazienza è consumata. C'era il paese intero all'assemblea, convocata in oratorio dal Comune, per fare il punto della situazione sulla guerra della farmacia e degli eterni lavori alla scuola elementare, che hanno costretto i bambini ad emigrare. È stata la farmacia a catalizzare l'attenzione, visto che per la scuola, dopo la rescissione del contratto con la prima impresa appaltante e il subentro delle nuove, più "collaborative" ditte, i lavori - a detta dell'amministrazione - stanno volgendo rapidamente al termine. Sulla reale possibilità di aprire un punto vendita di medicine in tempi brevi si è così catalizzata l'inquietudine dell'assemblea. Una diffidenza nata dai rapporti di forza in un sistema che, tuttora, garantisce le esigenze di profitto dei titolari delle farmacie a discapito degli utenti del servizio. Una categoria potente, quella dei farmacisti, da cui c'è da aspettarsi il colpo di coda del ricorso al Tar contro la delibera della Giunta regionale. Insomma, nessuno si fida. Il primo a preoccuparsi è il parroco, don Piero Lucchetta, che ha riproposto la costituzione di una cooperativa o di una qualche forma associata per la distribuzione delle medicine in paese. Giampietro Marchese, consigliere regionale Ds, che ha presentato una proposta di legge specifica per l'istituzione in deroga di una farmacia a Ponte Crepaldo, ha comunicato che in V Commissione si sta studiando la via per trovare subito un rimedio provvisorio alla distribuzione delle medicine. Il sindaco Alberto Argentoni ha evidenziato come la mancanza di una farmacia a Ponte Crepaldo sia l'esempio più eclatante di un sistema che ha fallito e che richiede, quindi, una nuova normativa per adeguare i parametri istitutivi alle reali esigenze. «Nel principio - sostiene l'assessore ai Servizi sociali, Patrizia Furlan - sancito dalle modifiche del titolo quinto della Costituzione, c'è lo spazio per la Regione di dimostrare la reale volontà federalista». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 20.07.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |