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Annegato sotto gli occhi delle amiche PDF Stampa
Scritto da Egidio Bergamo   
venerdì 12 luglio 2002

Ha perso la vita a 17 anni durante il bagno in mare, nei pressi del primo scanno. E' Giacomo Bagolin di Ponte Crepaldo di Eraclea, dove risiedeva con la famiglia in via Triestina Bassa 33. La disgrazia è accaduta ieri mattina verso le 11 a Cavallino - Treporti, nello specchio d'acqua antistante la spiaggia libera di Ca' Pasquali compresa fra i campeggi "Ca' Pasquali" e "Scarpiland". Giacomo era studente, come segretario d'azienda, all'Istituto San Luigi di San Donà e avrebbe compiuto 18 anni lunedì prossimo. Nella spiaggia di Cavallino stava trascorrendo una settimana di vacanza con i suoi amici di scuola, ragazzi e ragazze di località diverse. Erano passate le 10.30 e gli amici avevano deciso di fare una nuotata in mare, allontanandosi insieme di una settantina di metri dalla battigia, dove l'acqua era profonda non più di un metro e mezzo tanto da toccar fondo con i piedi. Trascorsi 5 - 10 minuti a divertirsi, Giacomo e due sue compagne avevano deciso di ritornare a riva. Non vedendolo più, le due ragazze si sono girate sollecitandolo a procedere, ma dal timore iniziale sono passate allo sgomento nel vedere il loro amico galleggiare inanimato e prono. Le loro grida e i loro richiami disperati sono stati immediatamente avvertiti dai bagnanti, tanto che il padre di una di loro è accorso in aiuto con un canotto. E subito sono accorsi anche Michele Valleri gestore dei mosconi vicini, e i bagnini Bruno Valdo e Marino Fabbro della Cooperativa Litoranea, in servizio nel campeggio Scarpiland. Ma per il giovane di Eraclea non c'è stato nulla da fare, nonostante il prodigarsi di due bagnanti, non identificate, rivelatesi molto esperte nel soccorso da annegamento, e nonostante lo stesso prodigarsi di due bravi bagnini. Questi, hanno provato il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca, il pallone Ambu. Ma nonostante tutto il polso carotideo non ha risposto. Sul luogo sono giunti presto anche gli uomini della Croce Verde locale e l'elisoccorso del Suem 118 di Treviso con il medico specializzato, dottoressa Luisa Ferramosca, che ha attribuito il decesso del giovane Giacomo Bagolin ad "arresto cardio - circolatorio in seguito ad annegamento in portatore di malattia Enlers Danlos IV", malattia molto rara che è caratterizzata da fragilità di tessuto connettivo. Si manifesta, tra l'altro, con cute sottile ed aneurismi dei grossi vasi. Una malattia di cui era a conoscenza la famiglia e lo stesso Giacomo. La salma è stata composta nella cella mortuaria del cimitero di Treporti, in attesa di eventuali disposizioni da parte della magistratura.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 12.07.2002
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