| Racket della prostituzione, bloccato un albanese. |
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| Scritto da Gianfranco Bedin | |
| giovedì 11 luglio 2002 | |
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E' stato bloccato dai carabinieri il tentativo di un albanese, peraltro colpito da un ordine di carcerazione internazionale, di avviare un nuovo racket della prostituzione nel veneziano, con sede logistica a Eraclea Mare. Il nuovo giro della "tratta delle bianche del Paese delle aquile" è stato scoperto, dopo lunghe indagini, dai carabinieri della stazione di Eraclea, coadiuvati dai militari della Compagnia di San Donà e del Comando provinciale di Venezia in collaborazione con la Polizia Municipale di Eraclea. In manette è finito Arben Asllani, 25 anni di Elbassasni (Albania) che da qualche tempo era domiciliato a Eraclea Mare, dove sono stati fermati e denunciati altri cinque giovani albanesi, tra cui tre donne, tutti clandestini. Asslani era colpito da un mandato di cattura internazionale per i reati di tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù mediante violenza, finalizzata allo sfruttamento della prostituzione di giovani connazionali. L'albanese deve scontare cinque anni di carcere. Il provvedimento era stato emesso dall'autorità giudiziaria belga, precisamente dalla Procura del Re di Antwerpen. L'uomo "reclutava" delle giovani connazionali, dopo averle fatto attraversare l'Adriatico clandestinamente, le rinchiudeva in appartamenti, costringendole alla prostituzione. I fatti, relativi all'ordine di arresto della giustizia belga, sono avvenuti in Francia e in Belgio. L'ordine di arresto, eseguito dai Carabinieri, è avvenuto secondo la convenzione di Schengen alla quale l'Italia aderisce dal 1996. Che faceva l'albanese a Eraclea Mare? Certamente non il turista, secondo i Carabinieri. La sua presenza potrebbe essere collegata all'intenzione di costituire un primo "nucleo" di donne da avviare alla prostituzione nel litorale veneziano, probabilmente durante la stagione turistica, tentativo che è stato comunque stroncato sul nascere per il tempestivo intervento dei Carabinieri. Tale ipotesi sarebbe confermata dal fatto che Arben Asllan, con altri cinque connazionali clandestini, avevano trovato domicilio a Eraclea Mare in alcuni appartamenti resi in locazione per il periodo estivo. Si tratta dei sedicenti albanesi Regina Lilaj di 20 anni, Izaora Llani di 22 anni, Selfie Kuliqe di 30 anni, Ismet Soloki di 40 anni e Alban Zajmi di 25 anni. Sono stati denunciati tutti alla magistratura veneziana per i reati di illecita immigrazione oltre che per ricettazione aggravata. Il quintetto era infatti in possesso di documenti di identità, tutti abilmente contraffatti, che sono stati rinvenuti dai Carabinieri dopo le perquisizioni effettuate negli appartamenti del centro balneare veneziano e nelle loro autovetture, tutte fiammanti Mercedes. Sempre nel sandonatese è finito in manette un falsario albanese, un pregiudicato noto alle forze dell'ordine. In esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Venezia, i Carabinieri della stazione di Noventa di Piave hanno arrestato il 44enne Jset Gasi, che da qualche tempo aveva trovato domicilio in riva al Piave. L'albanese deve scontare due anni di carcere per vari reati contro la fede pubblica, ovvero per la falsificazione di documenti di identità e altri atti pubblici. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.07.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |