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«Impossibile trovare bagnini» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 07 luglio 2002

«Sarebbero da licenziare, ma come si fa? L'anno scorso per raggiungere il numero stabilito dalla legge abbiamo dovuto andare a Trieste per assumere due bagnini». Stefano Marchesan, presidente dell'Eraclea Turismo, la società comunale che gestisce i servizi in spiaggia, colpita da una multa di mille euro (e da un mare di polemiche) della Guardia costiera per l'assenza di due bagnini dal loro posto di vigilanza, spiega quali e quante sono le difficoltà per organizzare e gestire un servizio di salvataggio a Eraclea Mare. La mancanza sul mercato del lavoro di bagnini abilitati al salvataggio, oltre a rendere immuni quelli assunti da ogni efficace azione disciplinare, legherebbe le mani alla società. Fortuna vuole che sono anni che non si registrano morti annegati. «Perchè invece di sanzionare la società - si chiede Stefano Marchesan - la Guardia costiera non punisce individualmente i bagnini? Per una società piccola come l'Eraclea Turismo una multa di mille euro è una vera e propria batosta. Sui problemi del salvataggio c'è inoltre da dire che a Eraclea Mare più della metà dei suoi due chilometri e mezzo di arenile è spiaggia libera, di cui solo 500 metri sono coperti dal nostro servizio, per gli altri c'è solo il cartello che segnala la mancanza del servizio di salvataggio. Una sicurezza solo formale se si considera che la gente s'immerge lo stesso: tocca poi al nostro servizio di salvataggio intervenire. Bisognerebbe invece - aggiunge Marchesan - che fosse la Guardia costiera stessa a collaborare per la vigilanza inviando un paio di uomini in motoscafo: non ci si può limitare a fare multe». Poco tenero con l'Eraclea Turismo e con il Comune per come vengono gestiti i servizi nella località balneare si dichiara il presidente dell'Associazione albergatori ed esercenti, Mario Boso. «Dietro l'esposto di Giuseppe Momentè (titolare di chiosco in spiaggia) - sostiene - ci siamo noi. Com'è successo per la protesta delle zanzare di Pierluigi Tonetto. Ormai, per stessa ammissione del sindaco, l'Associazione non viene più ascoltata e abbiamo perciò dato il via libera ai singoli associati di muoversi con iniziative personali. Non è vero quindi che stiamo zitti, abbiamo solo cambiato strategia».

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 07.07.2002
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