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«Liberalizziamo le farmacie» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 03 luglio 2002

«Liberalizziamo il mercato delle farmacie per venire incontro alle esigenze dei cittadini». Gianpietro Marchese, consigliere regionale diessino, anticipando il prossimo dibattito per la riforma della legge sulle farmacie, che la Regione si appresta a varare in base alla riforma del Titolo quinto della Costituzione, alza la bandiera della farmacia di Ponte Crepaldo per lanciare la sfida liberale di una sanità di servizio. «Le farmacie - sostiene - cioè la distribuzione dei medicinali, fa tutt'uno con il diritto alla salute dei cittadini. Per questa ragione c'è il nostro impegno a liberare il servizio di tutele di carattere corporativo il cui scopo prevalente è quello di salvaguardare gli ampi margini di profitto economico. Noi vogliamo invece liberalizzare il mercato affidando ai Comuni e alle Asl il compito di individuare e risolvere le necessita del loro territorio». Il caso di Ponte Crepaldo è emblematico: nonostante sulla carta sia la piazza più appetibile del Comune, con i suoi quattromila abitanti lungo un importante asse viario, l'eventuale farmacia sarebbe l'unica tra Jesolo e La Salute di Livenza, nessuno dei titolari presenti nel territorio comunale ha mai ritenuto, pur avendone la possibilità, di aprire un'attività o almeno un armadio farmaceutico. Una logica monopolistica che di fatto penalizza i cittadini a lunghi e difficili, spesso doppi, spostamenti. Fatto rimarcato dallo stesso presidente dell'Ordine dei farmacisti, Giuseppe Bellon, che per la mancanza di una farmacia a Ponte Crepaldo ha tirato le orecchie sia ai suoi iscritti di Eraclea che al Comune. «Sono davvero stupita - replica l'assessore ai servizi sociali, Patrizia Furlan - delle dichiarazioni rilasciate dal presidente dell'Ordine dei farmacisti secondo il quale l'apertura di una farmacia a Ponte Crepaldo sarebbe stata una cosa semplicissima, tant'è che loro in Regione hanno espresso parere negativo. Insomma va a finire che erano i farmacisti a voler questo servizio a Ponte Crepaldo, mentre sarebbe stato il Comune a dire no. Crede davvero il dottor Bellon che il Comune e l'Asl non abbiano studiato tutte le possibili ipotesi? E se davvero la soluzione fosse stata così facile perché l'Ordine prima di dare il suo parere negativo non ha sentito la necessità di consultare l'amministrazione comunale e dare eventuali suggerimenti? Il punto vero è che per il Comune la farmacia è un servizio di cui i cittadini hanno diritto, mentre per l'Ordine è solo un'attività commerciale».

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 03.07.2002
 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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