| Costruire sì, ma con giudizio |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 09 maggio 2002 | |
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"E perchè non costruire a valle Ossi come alle Canarie?". Roberto Zucchetto, assessore comunale all'Urbanistica, rilancia sulla proposta della Commissione tecnica regionale che ha recepito la sentenza del Consiglio di Stato sui diritti edificatori del proprietario dei terreni proponendo al Comune un'edificazione di 420mila cubi. "La proposta edificatoria della Regione - sostiene Zucchetto - potrebbe essere valida in un quadro di accettazione della nostra proposta contenuta nella richiesta d'inserimento al Palalvo. Quella è la base di partenza su cui discutere. Rispetto alla proposta regionale noi prevediamo 200mila cubi in meno che possono però diventare 400mila in caso di un sistema terramare. Ma il problema vero non è il numero di cubi, quanto la tipologia costruttiva, il rispetto e la tutela del Mort, il modo di far giungere la gente in spiaggia, senza danneggiare l'area protetta. Tutti questi problemi richiedono l'apertura di un tavolo di confronto tra Comune, Regione, proprietari dell'area e associazioni ambientaliste. Solo in questo contesto si possono individuare le linee guida per lanciare una proposta di concorso internazionale di progettazione. Come è stato fatto per salvare e valorizzare le Canarie. Concertando l'impegno si può infatti sperare di sbloccare la situazione in tempi brevi. Anche in prospettiva di trovare le risorse per intervenire sulla laguna che si sta sempre più interrando e degradando. Se vogliamo salvare il Mort bisogna agire al più presto, per questo è importante arrivare quanto prima alla definizione di cosa fare in valle Ossi che sta a ridosso". Più rigido nel dare via libera all'edificazione è invece Stefano Marchesan, presidente dell'Eraclea Turismo. "Il Mort - dice - è un monumento e va tutelato al massimo. Se proprio si prevede di costruire in valle Ossi, bisogna pensare a salvaguardare la laguna interdendola anche alle barche a motore. È necessario riscavare i fondali per consentire il ricambio d'acqua e ridifinire profondità e scavo del canale d'accesso al porto, la vera causa dell'accelerazione dell'interramento. Niente quindi passerelle sopra la laguna ed eventualmente pensare solo ad un percorso pedonale attraverso la pineta". Più possibilista il presidente dell'Associazione albergatori, Mario Boso. "Se ai proprietari di valle Ossi è stato riconosciuto il diritto di costruire - sostiene - è necessario garantire l'accesso alla spiaggia attraverso un ponte in legno sopra la laguna o con dei percorsi tutelati attraverso la pineta. Importante infine controllare la tipologia costruttiva: basta costruire baraccamenti a Eraclea Mare e bisogna inoltre pretendere la preventiva costruzione degli alberghi previsti dalla convenzione". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 09.05.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |