| Patto di stabilità oggi in Consiglio |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 11 aprile 2002 | |
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Taglia, taglia, taglia... ma non è bastato: il bilancio di previsione per il 2002 del Comune di Eraclea non è in grado di rispettare il patto di stabilità. Ovvero la condizione, stabilita nell'ultima Finanziaria, di non superare il volume di spesa corrente (personale, servizi e manutenzioni) del 6 per cento rispetto al 2000. Il collegio dei revisori dei conti non ha potuto che prenderne atto e dichiararlo nelle conclusioni della loro relazione. La penalizzazione per il Comune sarà un minor trasferimento di finanziamenti dallo Stato, in rapporto alla quota di splaffonamento, sembra siano circa 250mila euro, che saranno ridistribuiti tra i cosiddetti comuni virtuosi. Una consolazione che non mitiga la rabbia delle opposizioni, decise a fare e fuoco e fiamme, questa sera in consiglio comunale che ha appunto all'ordine del giorno la discussione del documento programmatico per il 2002. "Hanno tagliato - spiega Graziano Teso (Civica per Eraclea) - tutti i servizi possibili e aumentato al massimo tasse e tariffe senza poter rientrare nel patto di stabilità. Eraclea è l'unico Comune del Veneto Orientale a non esserci riuscito. Eppure sarebbe bastato rinegoziare gli ammortamenti dei mutui di cui stiamo pagando interessi da tasso d'usura. Un vero scandalo! Non è detto che sia solo inerzia amministrativa potrebbe anche essere danno erariale. Oltre a non avere più un lira in cassa, pur avendo liquidazioni per un miliardo da smaltire, incombe la minaccia di tre grossi contenziosi legali con le ditte che hanno eseguito i lavori fognari a Torre di Fine, alla scuola media e alle scuola elementare di Ponte Crepaldo". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.04.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |