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«Valle Ossi, costruire rispettando il Mort» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 03 aprile 2002

Costruire a Valle Ossi rispettando il Mort si può, basta costruire con i criteri della moderna architettura ambientale e soprattutto senza speculare. Gli operatori di Eraclea Mare non temono il cemento e accolgono, come un'opportunità da cogliere, l'iniziativa della Commissione tecnica regionale di proporre l'edificazione di 420mila cubi in Valle Ossi, in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato. Il massimo organo della giustizia amministrativa che ha confermato definitivamente la precedente sentenza del Tar sul via libera all'edificazione nell'area a ridosso del Mort. Il Prg di riferimento, adottato dal Comune nel 1990 e poi modificato dalla Regione per esigenze di rispetto ambientale, prevedeva un milione e 300mila cubi di costruzioni, ora Il Ctr cerca di trovare un accordo con il Comune sulla base di un terzo della cubatura originaria. "Costruire a Valle Ossi - spiega Natale Ostan, presidente della Gestur - può essere un'occasione di sviluppo per tutta la località balneare. Avere un milione di presenze in più significa raddoppiare l'economia turistica di Eraclea Mare: dalla farmacia alla stazione di servizio, alle più diverse imprese commerciali. Il vero problema è intervenire in modo compatibile con l'ambiente. Intanto la misura di 420mila cubi può essere considerata congrua, non bisogna concedre un metro cubo in più. È necessario poi lavorare sulla progettazione che non deve essere assolutamente speculativa come è avvenuto per gli ultimi interventi: le "muraglie cinesi" edificate nella parte centrale di Eraclea Mare sono veramente una orrenda colata di cemento. Se si dovesse intervenire così anche a Valle Ossi allora sì andremmo incontro al fallimento. Bisogna invece puntare ad una progettazione di qualità, affidando l'incarico ad un progettista giovane, preparato nelle moderne tecniche dell'architettura ambientale. Niente condomini, massimo case di due piani e con tanto verde. Non temere di investire in piantumazioni e ripiantumazioni dove necessario". Ma come faranno le migliaia di persone a raggiungere la spiaggia senza rovinare la laguna e la pineta del Mort come temono gli ambientalisti? "Per attraversare la pineta - propone Ostan - bisognerà predisporre camminamenti utilizzando materiali naturali come nei percorsi realizzati nella parte centrale "compromessa" della pineta, escludendo categoricamente l'asfalto e la possibilità di transito a qualsiasi mezzo motorizzato, con possibile deroga solo per le biciclette. La pineta va solo attraversata senza prevedere attrezzature turistiche quali i chioschi. Per attraversare la laguna sarà invece necessario prevedere una passerella, comunque non più di una. Solo nella spiaggia fronte mare si potrebbe prevedere un minimo di attrezzatura turistica".

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 03.04.2002
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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