| Per valle Ossi la proposta della Commissione tecnica regionale |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 31 marzo 2002 | |
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Per valle Ossi la Commissione tecnica regionale ora propone un'edificazione di 420mila cubi. Arrivata alle battute finali la costruzione, alle spalle della parte centrale di Eraclea Mare, ora il cemento arriva alle spalle del Mort. Ambientalisti permettendo: nel 1990, quando il Comune adottò l'attuale Prg, che prevedeva l'edificazione di un milione 300 mila cubi in Valle Ossi, ci fu una mezza rivoluzione. Il Consiglio comunale imperterrito andò avanti per la sua strada con la motivazione di recepire un precedente piano di lottizzazione. Fu invece proprio la Commissione tecnica regionale di allora, in base ad argomenti di tutela ambientale, a proporre lo stralcio di valle Ossi. Proposta puntualmente accolta dalla Giunta regionale del tempo che, nel 1993, approvò il Prg modificando d'ufficio l'area da produttivo-turistica (D4) ad agricola (E2). Iniziò però da parte del proprietario privato (allora era la società Finer, ovvero Montresor di Verona, che però poi cedette la mano: ora il proprietario dovrebbe essere una società italo-tedesca), una lunga battaglia, sempre vincente, nei tribunali amministrativi: prima il Tar e poi il Consiglio di Stato hanno accolto, "per carenza di motivazione" rispetto all'interesse pubblico, le aspettative edificatorie del privato.Urbanizzare valle Ossi, che oggi si presenta come una distesa di campi di mais, non rientrando nel perimetro del Mort vincolato dal Ptrc, a detta dei giudici, non nuocerebbe al bene pubblico di salvare un sito, il Mort appunto, che recentemente la Comunità europea ha proposto di classificare come Sic, cioè sito di importanza comunitaria. In effetti, analogamente a quanto è successo per la vicina valle Altanea, valle Ossi non è a rigore dentro la zona vincolata, ma immediatamente a ridosso. C'è da chiedersi però, come sostengono gli ambientalisti e la stessa precedente logica del Ctr, in che modo le diecimila persone che s'insedieranno d'estate in valle Ossi riusciranno a raggiungere la spiaggia senza distruggere la fragile bassa laguna e la pineta del Mort, collocate in mezzo.Preoccupazioni che i giudici amministrativi non si sono posti, come non lo si è posto il legislatore del Ptrc che prevede una zona vincolata troppo ristretta. D'altra parte le sentenze dei giudici amministrativi sono diventate la foglia di fico per «subire» la cementificazione. Come per valle Altanea anche per valle Ossi manca attualmente la volontà di resistere, magari nel rinnovare l'atto amministrativo motivando meglio le esigenze dell'ambiente, anche alla luce delle nuove tutele previste dalla comunità europea. La Commissione tecnica regionale ha preferito invece ottemperare alla sentenza del Consiglio di Stato riducendo la possibilità edificatoria (comunque attaccabile se effettivamente esiste un precedente diritto edificatorio del privato prevalente sul bene pubblico) a un terzo: 420 mila cubi sviluppati in un sistema di tipo terra-acqueo. In ogni caso 200 mila cubi in meno dei 600 mila cubi proposti dal Comune, in fase di richiesta (non accolta) di inserimento nel Palalvo. La proposta del Ctr, oltre a differire per difetto di cubatura rispetto a quella del Comune, prevede un'ulteriore fascia verde di rispetto del Mort profonda 200 metri. Uguale invece la concezione del sistema terra-acqueo con l'entrata delle imbarcazioni esclusivamente via fiume Piave e canale Revedoli. «La proposta - spiega l'assessore regionale all'Urbanistica, Antonio Padoin - di ridurre ad un terzo la cubatura originariamente prevista dal Prg comunale e di aumentare di 200 metri la fascia verde di rispetto del Mort, dovrebbe garantire sufficientemente la difesa del sito». Per dovere di cronaca bisogna rilevare che non è ancora stata chiarito che ci sia dietro l'attuale proprietà di Valle Ossi. Dopo Montresor, e forse già con lui, si era parlato di Berlusconi: erano proprio esponenti della Fininivest i più attivi a girare la sette chiese, tra cui il naturalista Michele Zanetti e gli amministratori comunali, per convincerli della compatibilità ambientale del sistema terra-acqueo previsto quale soluzione edificatoria mediatrice per valle Ossi. L'estate scorsa lo stesso sindaco Alberto Argentoni parlava di una nuova società italo-tedesca la cui componente italiana avrebbe potuto far riferimento proprio al gruppo Berlusconi. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 31.03.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |