| Via Revedoli, residenti esasperati |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 20 marzo 2002 | |
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Cresce l'esasperazione per via Revedoli. Da quando ci passano i camion della sabbia per i 200 residenti la vita è diventata impossibile: dentro e fuori casa. Stretta, piena di buche, senza illuminazione e guard-rail, la strada arginale Revedoli è certamente la strada comunale più pericolosa di Eraclea. Come manto stradale non è che via Braida IV e via Vittorio Veneto a Stretti, via Giovanni XXIII a Ponte Crepaldo, via Interessati a Eraclea, le vie in pineta di Eraclea Mare, le periferiche via Tiepolo e via Bernini, se la passino tanto meglio, ma se si guarda al volume di traffico rispetto all'ampiezza e alla sicurezza, allora non c'è proprio classifica: via Revedoli è di gran lunga al primo posto per pericolosità. "Se il Comune non prende provvedimenti - minacciano in coro i residenti - potremmo essere noi a bloccarla al traffico di passaggio. A fermarci per il momento c'è solo la preoccupazione di non creare danni al ponte di barche".La strada in passato è stata oggetto di ricorrenti petizioni dei residenti, cadute peraltro nell'indifferenza. "L'ultima petizione l'abbiamo sottoscritta nel 1999 - ricorda Ferdinando Momentè - inviandone copia a Comune, Regione e Carabinieri: nessuno ci ha risposto". In verità nel gennaio 1999, pochi mesi prima delle elezioni amministrative, sembrava che ci fosse un progetto approvato e finanziato per la sistemazione con tanto di luce e guard-rail. Ma poi non si è più saputo nulla. L'unico ente ad intervenire è stato il Genio civile regionale per rinforzare, verso Torre di Fine, le fragili sponde del canale Revedoli che la costeggia, con una palancolata in funzione della navigabilità, ma sarebba stato meglio che non l'avesse fatto: i lavori di infissione delle palancole hanno infatti causato la rottura del manto stradale costringendo lo stesso Comune a protestare. "Con l'improprio uso delle palancole - sostiene Maurizio Pavan (Civica per Eraclea) - hanno affettato l'argine che ora cade a pezzi in canale, provocando dissesti anche sulla tenuta della strada". "Siamo esasperati - protesta Maria Coghetto, residente - da quando passano i camion che vanno a prendere la sabbia in punta del Morto la vita è impossibile. I mezzi pesanti passano a tutta velocità superando abbondantemente il limite dei 20 chilometri previsto: le case tremano tutte". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 20.03.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |