| Emozione e gioia ad Eraclea per il patriarca Angelo Scola |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 17 marzo 2002 | |
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Emozione e gioia per la venuta del patriarca Angelo Scola a Eraclea. Dai "gloriosi luoghi carichi di storia", come ha più volte sottolineato l'alto prelato, è arrivato un caldo e sentito benvenuto. L'applauso che lo ha accompagnato mentre entrava in Duomo era carico d'emozione antica. Come nel 638 il vescovo San Magno, fuggendo da Oderzo, arrivò da queste parti per fondare la nuova diocesi e la città di Eraclea, così ieri la venuta del nuovo vescovo è stata accolta come evento importante di "appartenenza" ad una comunità cristiana di rilievo. Un sentire che è stato colto, contraccambiato ed esaltato dallo stesso monsignor Scola. Gli eracleensi sono gente semplice, sembrano dimenticarsi del carico di storia che hanno sulle spalle, ma poi i significati profondi della loro presenza escono comunque naturalmente. Chiesa gremita, sacerdoti del vicariato al gran completo, come le autorità militari e civili, a cominciare dal sindaco Alberto Argntoni, cui è spettato il compito di porgere il benvenuto della cittadinanza e l'augurio per nuove e frequenti occasioni d'incontro. A nome dei sacerdoti del vicariato è spettato a don Paolo Miolo, parroco di Ca' Turcata, manifestare il benvenuto della comunità ecclesiale. La messa è stata concelebrata dal patriarca con tutti i sacerdoti delle parrocchie di Eraclea: il parrocco, don Mario Liviero, e il cappellano don Fabio Mattiuzzi, per la parrocchia di Eraclea "Santa Maria Concetta"; don Paolo Girardello parroco a Torre di Fine della parocchia "San Ferdinando Re"; don Agostino Manente, parroco a Valcasoni della parrocchia "Gesù Buon Pastore"; don Pietro Lucchetta, parroco a Ponte Crepaldo della parrocchia "San Giovanni Bosco"; don Paolo Miolo della parrochia "San Gabriele dell'Addolorata"; don Alberto Da Ponte parroco di Cittanova e Stretti della parrocchia "San Tiziano". Nell'omelia Il patriarca ha posto l'accento sul concetto di "appartenenza" storica, culturale ed ecclesiale di Eraclea. "Un'appartenenza - ha detto monsignor Scola - reciproca: il patriarca appartiene a voi come voi appartenete al patriarca". Parole cariche che hanno avuto il suggello finale nell'incontro "personale" con tutti i molti presenti: l'alto prelato, a fine messa, ha benedetto i bambini ad uno ad uno, come a tutti gli adulti ha voluto stringere la mano. Particolarmente segnificativa la presenza tra i fedeli dei membri dell'Associazione ecclesiale "Omnibus" del Sacratissimo Cuore Di Gesù che ha sede a Grosseto, ma che vanta aderenti anche a Eraclea. "La nostra gioia è veramente tanta - ha detto Stefano Boso- e ringraziamo il Signore per il dono di avere oggi nella nostra parrocchia sua eccellenza Monsignor Scola, nuovo patriarca di Venezia, del quale già conosciamo l'apertura e l'accoglienza verso chi desidera essere alla sequela di Cristo". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 17.03.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |