| Il Patriarca ad Eraclea e Caorle |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| venerdì 15 marzo 2002 | |
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Giunge domani in riva al Piave il patriarca Angelo Scola. Viene per conoscere i sacerdoti del Vicariato e con loro la comunità ecclesiale di Eraclea. "Non si tratta di una visita pastorale - precisa don Fabio Mattiuzzi, cappellano della parrocchia Santa Maria Concetta - ma di una semplice visita di cortesia. Non ci sarà quindi tutto il corredo di manifestazioni religiose che contraddistinguono le visite pastorali. Il patriarca arriverà per celebrare, alle 17, la messa nel Duomo di Eraclea, assieme a tutti i sacerdoti del Vicariato. Terminata la funzione, patriarca e sacerdoti, saranno ospiti per cena a Paluda, nella casa del diacono Desiderio Boso. L'intera visita dovrebbe quindi concludersi nel giro di poche ore, giusto per fare una breve reciproca conoscenza". Non ci sarà quindi il tempo per approfondire le problematiche del Vicariato. Per introdurre storia e ambiente di Eraclea, don Mario Liviero, parrocco di Santa Maria Concetta, donerà al patriarca il libro di Luigino Paro, "Eraclea - dove finisce il mare". Ed anche sull'argomento problematiche c'è da aspettarsi che don Paolo Girardello, parrocco di Torre di Fine, tornato felicemente in buona forma, non mancherà di toccare la questione edifici religiosi. Nella parrocchia di San Ferdinando Re servono infatti urgentemente due chiese: una a Torre di Fine e una a Eraclea Mare. In particolare, come si ricorderà, il problema della costruzione della chiesa di Torre di Fine sta affliggendo non poco la comunità ecclesiale di quella parrocchia. Non si è ancora risolta la vertenza con la Sovraintedenza per i beni ambientali e architettonici del Veneto Orientale che pretende un intervento di ristrutturazione anzichè il più economico abbattimento e ricostruzione, proposto dal consiglio pastorale. Un'altro problema, anche se non propriamente religioso, ma che angustia la comunità di Ponte Crepaldo, e su cui il parroco di San Giovanni Bosco, don Pietro Lucchetta, si sta spendendo in prima persona, è la mancanza di una farmacia. A Paluda tutta la piccola comunità locale è in preparativi a supporto del diacono Desiderio Boso. Non tanto per prendere il Patriarca per la gola, ma i manicaretti che si stanno preparando, rigorosamente improntati su sapori locali, hanno lo scopo di gradire e ricambiare come si conviene all'eccezionale evento della visita del Patriarca. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 15.03.2002Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |