| Un inquietante ordigno al plastico |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 23 dicembre 2001 | |
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Era plastico. La bomba che giovedì notte ha sventrato vetrine, inferriate, pareti e contropareti dell'agenzia Universo a Eraclea Mare, era di potenza e di qualità in grado di essere usata solo dalla grande malavita organizzata. Mafia? Camorra? Addirittura mafia albanese o russa? Le ipotesi d'indagine si aprono a diversi e inquietanti sviluppi. Inaspettati anche per una realtà piena di interessi come Eraclea, ma che in passato non sembrava essere mai stata toccata da fenomeni che andassero oltre la microcriminalità. Almeno nessuno sembra ne avesse avuto sentore, anche in considerazione del modo subdolo con cui usano infiltrasi e impadronirsi del territorio le grandi mafie alla ricerca di luoghi in cui riciclare il denaro sporco. Che non fosse una semplice bomba carta lo avevano intuito gli abitanti di Eraclea Mare e della stessa Torre di Fine, lontana un paio di chilometri, svegliati di soprassalto dallo scoppio. Mario Boso, proprietario dell'agenzia immobiliare Universo, e quindi probabile obiettivo dell'attentato, inizialmente aveva cercato di minimizzare l'episodio ipotizzando una possibile ritorsione da parte di qualche extracomunitario a cui aveva negato l'affitto di un alloggio. Ipotesi accettabile nel caso che a scoppiare fosse stato un grosso petardo, non per una bomba al plastico. Cambiando e ampliandosi gli scenari, tutte le più inquietanti ipotesi possono essere vagliate. Intanto c'è da dire che se Mario Boso, sindacalmente e politicamente è una figura di spicco a livello locale, ancor di più lo è da un punto di vista imprenditoriale: oltre ad essere consulente del lavoro, commercialista, gestore di circa cinquecento appartamenti, è uomo interessato da un punto di vista immobiliare anche fuori Eraclea (dove sta costruendo un albergo), nelle vicine Jesolo e Caorle. È insomma un uomo di importanti iniziative immobiliari. A questo proposito la prima osservazione riguarda la mattina successiva all'attentato, quando si sono visti nel luogo dell'esplosione due finanzieri della Compagnia di San Donà di Piave che in riva al Piave sta portando a termine un'importante inchiesta su un presunto giro di tangenti in Comune. È molto probabile che le cose non siano collegate e collegabili fra loro, ma di certo i due finanzieri non erano lì per caso, ma apparivano intenti a portare solidarietà e sollievo all'uomo così duramente colpito. Un semplice atto di cortesia, come quello, apprezzato dello stesso Boso, per la manifestazione di solidarietà portata dal sindaco Alberto Argentoni, o forse c'è qualcosa di legato all'inchiesta? Sarebbe anche trapelato che un misterioso imprenditore avrebbe svelato come si svolgerebbero i meccanismi degli affari immobiliari a Eraclea. Di certo l'atto dinamitardo è di proporzioni mai viste in questa piccola realtà di provincia, costretta ad un brusco risveglio. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 23.12.2001Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |