| Caccia aperta alle nutrie. Tre euro di ricompensa per ogni capo |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 28 gennaio 2010 | |
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Come noto la nutria (Myocastor coypus), roditore acquatico originario del Centro e Sud America, è arrivata anche nel Veneto orientale, scappando dagli allevamenti di animali da pelliccia. Ha infestato i corsi d’acqua provocando danni enormi alle tenuta degli argini per l’abitudine di scavare lunghe e ramificate gallerie in fondo alle quali costruisce la tana. Danni sono stati registrati anche all’agricoltura quando lungo il corso scarseggia la vegetazione di cui si ciba. Dalla Tor ha illustrato il piano che prevede il rilascio di autorizzazioni al trappolaggio e all’abbattimento con fucile ai titolari di licenza di caccia, indicati dagli Ambiti territoriali di caccia e che interverranno in stretto coordinamento con la Provincia sulla base delle segnalazioni pervenute all’ufficio caccia. Graziano Vidali, segretario dell’Ambito, ha spiegato gli obblighi inerenti alle autorizzazioni. «Uno su tutti - ha detto Vidali - raccogliere le carcasse e inserirle negli appositi sacchi bianchi forniti dalla Provincia e portarle presso la sede della Polizia provinciale in via Calvecchia San Donà per essere poi avviate allo smaltimento». Per rendere visibili gli operatori nel corso delle operazioni, sono state consegnate delle casacche di colore giallo con l’opportuna scritta di riconoscimento fornite dal direttivo dell’Ambito.
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Venice, Italy
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