| Molestava una ragazzina. Condannato un sessantunenne |
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| martedì 26 gennaio 2010 | |
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Tutto cominciò nel 2006: V.V. allora sedicenne si ritrovava spesso alle costole il vicino V.A. che la seguiva quando la ragazzina andava dalla nonna o a giocare negli impianti sportivi. Si manteneva a distanza ravvicinata e la apostrofava con offese dirette ai genitori e con apprezzamenti pesanti sul fisico dell’adolescente, e la molestava con gesti osceni fatti con la lingua, emulando atti sessuali. V.V. era talmente turbata che decise di non uscire più di casa da sola, ma per pudore e per imbarazzo non raccontò nulla ai genitori, nemmeno quando l’uomo seguì la poveretta fin quasi alla porta di casa della nonna. Nemmeno le mura di casa, però, riuscirono a proteggerla, perché un giorno l’uomo si affacciò alla recinzione del giardino riesumando tutto il suo repertorio di molestie con gesti osceni, ansimando e toccandosi i genitali. A quel punto la ragazza, piangendo, ha raccontato tutto ai genitori che si sono rivolti subito ai Carabinieri denunciando l’uomo. Nel corso del processo la difesa dell’accusato ha sostenuto che in parte la causa di un tale comportamento si poteva trovare nell’astio che esisterebbe tra le due famiglie per colpa di questioni di confini, ma il giudice non ha dato peso a questa tesi e ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Marina Lucchetta, che rappresentava la ragazza, secondo le quali un atteggiamento simile è in ogni caso inqualificabile.
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Venice, Italy
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