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Opposizione agguerrita. I Ds lasciano il Consiglio PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 21 novembre 2001

Alla fine i Ds (gruppo di maggioranza) non sono più riusciti a reggere e hanno abbandonato l'aula consiliare per protesta. La quercia era doppiamente indispettita: prima di tutto dall'interrogazione del gruppo d'opposizione, Civica per Eraclea, che aveva tirato fuori la questione della legittimità di un parere legale su una pratica edilizia relativa al padre dell'assessore ai Lavori pubblici Ds, Gianni De Carli; poi dal presunto atteggiamento permissivo del presidente del consiglio comunale, il sindaco Alberto Argentoni, che continuava a lasciar la parola al relatore, Maurizio Pavan, su un argomento già oggetto d'indagine della Guardia di Finanza. L'assessore ai Lavori pubblici dopo aver sopportato di essere stato messo sotto torchio dalla Guardia di Finanza, per giustificare la legittimità del controverso parere legale, ha annunciato il suo contrattacco giudiziario contro gli autori delle denunce nei suoi confronti. La questione, esplosa in Consiglio, nasce da una richiesta di concessione edilizia del padre dell'assessore: dopo due pareri negativi della commisssione urbanistica, sulla possibilità di costruire il massimo di volumetria in una zona, che stando alle norme del Prg in vigore, avrebbe permesso invece una volumetria molto più ridotta, il genitore dell'assessore avrebbe reiterato la richiesta una terza volta, costringendo la commissione urbanistica a richiedere alla giunta comunale il parere di un legale; questo parere è stato negativo, in linea con il giudizio già espresso dalla commissione urbanistica, e portava la proposta di soluzione nell'adozione una variante urbanistica, successivamente assunta. Il problema sollevato all'opposizione sta ora su chi deve pagare i 6 milioni 200mila lire della parcella liquidata al legale: il cittadino che ha fatto la richiesta di concessione o l'amministrazione comunale? Secondo la Civica di Eraclea spetta al richiedente non essendo legittimo e giusto che la comunità si sobbarchi una spesa per un parere legale, inutile visti i due pareri concordi già espressi dalla commissione urbanistica viceversa secondo la maggioranza rientra nella prassi amministrativa richiedere pareri legali per materie controverse come spesso accade nell'interpretazione delle norme urbanistiche.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 21.11.2001.
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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