| Palalvo, i dubbi delle Fiamme Gialle |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledģ 14 novembre 2001 | |
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L'inchiesta della Guardia di Finanza di San Doną ad Eraclea č arrivata ad una svolta: dopo le prime ammissioni di Luigino Murador, ex-capoufficio tecnico comunale inizialmente inquisito per abuso d'ufficio, per le Fiamme Gialle di San Doną il bubbone in municipio a Eraclea potrebbe essere molto pił grosso di quanto si potesse supporre inizialmente. Gli interessi edilizi da indagare sarebbero notevoli: Eraclea, come Caorle e San Michele, č una localitą balneare in pieno boom costruttivo. Che ci sia stata "flessibilitą" nella gestione degli strumenti urbanistici č possibile, vista la complessitą di una materia che si presta per sua natura all'"interpretazione" di norme e codicilli. Ecco quindi che l'accertamento del giro di tangenti ha dato il lą al pm Carlo Nordio, che coordina le indagini, e alle Fiamme Gialle, lo strumento operativo, di avviare un approfondimento e capire quanto questa abbia influito, capire insomma se si č andati oltre il legittimo diritto edificatorio? Scoperchiando pentole e botole, e scavando, scavando, si č giunti anche a strumenti urbanistici non ancora operativi, ma ancora in fase di approvazione legislativa. Č il caso del Palalvo, il piano d'area regionale delle lagune e del litorale del Veneto Orientale, concepito come piano ambientale, ma che stando agli ambientalisti sarebbe il classico cavallo di troia in cui si nasconde una colata di cemento come mai si era vista sul litorale. All'inizio l'adesione al piano d'area, che attualmente č al vaglio della seconda commissione regionale, č stata rifiutata dal Comune di Eraclea come strumento eccessivo di cementificazione. Il sindaco Alberto Argentoni raccolse allora molti consensi in ambito ambientalista, a cominciare dal naturalista Michele Zanetti che scrisse una lettera di apprezzamento e incoraggiamento. Ma poi ci fu un'inversione di rotta, e come tanti altri Comuni dell'entroterra che chiesero l'adesione, pur distando parecchi chilometri dal mare, anche il Comune di Eraclea si convinse che il piano d'area regionale non era poi cosģ male. Soprattutto per superare il problema di valle Ossi, dove incombe una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il via libera a 800mila cubi di edificazione o il porto canale in zona foce Piave. Per capire meglio la Guardia di Finanza, visto che ha fatto trenta mettendo a setaccio tutta la problematica edilizia passata, ha fatto trentuno cercando di mettere in chiaro anche quella futura e ha convocato a San Doną di Piave, per sentire la sua testimonianza, Gaetano Fontana, l'ex assessore regionale ai Lavori pubblici e all'urbanistica regionale, che il Palalvo ha ideato e portato avanti contro il volere della Provincia, che ha il suo Ptp (Piano territoriale provinciale) da gestire, e quello di ambientalisti, Wwf e Associazione naturalistica sandonatese in testa. C'č da dire a questo proposito che Fontana dopo aver inizialmente offerto il piano d'area ad Eraclea, di fronte al primo rifiuto, ha poi detto "no" ad un suo successivo inserimento. Motivi procedurali, venne detto, anche se questi non ostacolarono l'accoglimento della domanda dei comuni, pił piccoli, dell'entroterra. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.11.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla societą Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla societą Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |