| Per Giuliano due paesi nel dolore |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| lunedė 05 novembre 2001 | |
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Torre di Fine e Ponte Crepaldo stretti in una morsa di dolore. Giuliano Bardellotto, il diciannovenne idraulico perito tragicamente sabato notte lungo la Jesolana, tra Valcasoni e Ponte Crepaldo, abitava a Torre di Fine, ma era cresciuto proprio a Ponte Crepaldo. Per le due frazioni di Eraclea si tratta dell'ennesimo cordoglio in pochi mesi per una giovane vita spezzata. E sempre in tragici incidenti lungo la jesolana. Ma questa volta non c'č stata uscita di strada, non c'č stato schianto contro un platano. Nessuna responsabilitā per la mancanza di guard-rail. Un scontro fra auto, utilitarie, alle 2.40 di notte, con persone coinvolte nate non pių in lā del 1980: massimo 21 anni d'etā. Il dato inquietante č proprio la giovane etā. Sono gli stessi Carabinieri di San Donā, che stanno svolgendo l'indagine coordinata dal pm Dalla Corte, a far notare il particolare emblematico della giovane etā delle sei vittime coinvolte nell'incidente. Tutti ventenni e la tragica fatalitā che a perire č stato proprio il pių giovane: il dicianovenne Giuliano Bardellotto, l'unico del 1981, che avrebbe compiuto vent'anni il 20 dicembre e per il quale il magistrsto non ha ancora emesso il decreto per il nullaosta alla sepoltura. L'altra coincidenza č il tipo d'auto: una Ford Fiesta, una Alfa Romeo 147 e una Renault, tutte auto di modesta cilindrata. Non le potenti auto di papā, ma mezzi semplici, per significare la voglia di svago, di discoteca, di stare assieme del sabato sera, per giovani senza pretese. Non la ricerca del limite, dell'eccesso, della trasgressione assoluta, insomma. Normalissimi giovani che durante settimana lavorano o studiano, e al sabato sera stanno assieme per tirare tardi. Particolarmente toccante il caso di Giulano rimasto senza papā, morto a quarant'anni lo stesso 5 novembre di cinque anni fa. Giuliano abitava a Torre di Fine in Via Virgilo 29 dove si era trasferito con la madre Bruna e il fratello Daniel, dopo la morte del padre. Aveva appena finito il militare e lavorava con profitto alla Tecnoimpianti di Jesolo. Era una ragazzo semplice e volenteroso, come d'altra parte tanti altri giovani che si trovano per le strade al sabato notte. Sono soprattutto i giovani ventenni che hanno la forza fisica di tirar le 2.40 di notte in auto. L'unica possibilitā di mitigare gli effetti del fenomeno, dicono i Carabinieri, č aumentare il pattugliamento delle strade con verifiche e sottoposizione dei rilievi per lo stato di ebbrezza e stupefacente. Serve anche offrire alternative di svago culturale come il teatro e il cinema. Articolo tratto da "Il Gazzettino" Š edizione di Venezia del 06.11.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla societā Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla societā Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |