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La stagione turistica salvata dalle presenze degli stranieri PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
martedì 16 ottobre 2001

Calano gli italiani, ma l'eccezionale arrivo degli stranieri porta in positivo il segno delle presenze turistiche della stagione appena conclusa. Tenuta degli alberghi (anche per gli italiani), inaspettata diminuzione degli alloggi privati, successo di villaggi turistici e campeggio, sono gli altri elementi salienti del bilancio del turismo a Eraclea Mare, nel periodo gennaio-settembre 2001. L'analisi dei dati statistici diffusi dall'Apt offre interessanti elementi di valutazione sulla tipologia della clientela e le scelte su cui si è indirizzata. Il primo dato a balzare all'occhio è il calo degli italiani (meno 4,4 per cento delle presenze e meno 2.7 degli arrivi) che pur continuando a rappresentare più della metà dell'intero movimento (56 per cento) perdono terreno nei confronti degli stranieri, guidati da massicci arrivi in più di tedeschi e olandesi, che hanno fatto schizzare in positivo la curva complessiva: più 6.4 per cento delle presenze e più 5.7 degli arrivi. Forse gli italiani sono andati all'estero, anche se la considerazione della clientela di tipo familiare di Eraclea fa pensare che siano rimasti a casa, certamente gli stranieri hanno scelto di più la località puntando al verde e all'aria aperta. Analizzando il dato delle presenze nell'extra alberghierio, che accoglie il 90 per cento degli ospiti, salta infatti fuori la sorpresa: nonostanante il recente boom edilizio di ville, villini e condomini, le presenze negli alloggi privati sono inaspettatamente calate (meno 3.9 per cento), forse perchè chi ha comprato sono italiani (e questo potrebbe anche giustificare il calo ufficiale delle presenze non essendo più registrati) che non affittano, ma si godono la seconda casa. Certamente gli stranieri preferiscono i bungalow della pineta e campeggiare, visto l'aumento che hanno fatto registrare in queste strutture. E qui c'è da rilevare il rammarico degli operatori per la perdurante chiusura (sono già 10 anni) del campeggio comunale Marina di Santa Croce che invece di offrire un'immagine positiva, un tempo era il biglietto da visita della località, e creare cespiti diretti e indiretti con tutto un rilevante indotto economico, è diventato lo specchio del degrado. L'ultima annotazione riguarda la tenuta degli alberghi che hanno registrato un incremento del 6.4 per cento degli arrivi e 1.9 delle presenze. Chi voleva dismettere per fare appartamenti è stato contraddetto, mentre prende fiato (l'associazione albergatori) chi sta spingendo l'amministrazione comunale per far rispettare la quota del 18 per cento di alberghi da costruire sull'intero comparto edilizio, già prevista dal piano di lottizzazione e recepita dall'attuale Piano regolatotore generale.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 16.10.2001.
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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