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Estorcevano denaro a un giovane. Nei guai due quarantenni PDF Stampa
sabato 13 ottobre 2001

«Conosco tanta gente, posso farti avere la patente, ma per questo dovrai darmi dei soldi». È cominciata così la disavventura di un diciottenne di Eraclea, che aveva avuto la sventura di imbattersi in C.M. D.G., 42 anni e P.B. di 41. Come sempre accade in questi casi, dopo aver consegnato la somma il ragazzo non ha più avuto risposta ottenendo in cambio sempre nuove e più esose richieste di denaro. Alla fine, esasperato da questa situazione, il ragazzo ha trovato la forza e il coraggio di denunciare tutto alle forze dell'ordine, che in breve tempo hanno individuato i soggetti che lo importunavano. Per loro (difesi rispettivamente dagli avvocati Scatolin e Ferrazzo) il pubblico ministero Emma Rizzato ha chiesto la condanna per millantato credito (la vicenda della patente) ed estorsione (le richieste di denaro successive). I giudici della prima sezione del Tribunale hanno accolto solo in parte le richieste assolvendo i due dall'accusa di millantato credito e condannando C.M. D.G. a due anni e quattro mesi di reclusione.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 13.10.2001.
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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