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Prova pratica della Nikon D90 Stampa
venerdì 14 novembre 2008
Nikon D90Prendasi la carrozzeria della D80, la si modifichi un poco; si utilizzi il sensore della D300 e della medesima anche il sistema di pulizia del sensore... Infine la si insaporisca con la modalità di ripresa video... Così, come per una ricetta di cucina, i “cuochi” della Nikon ci hanno preparato la D90. Vediamo allora quanto il piatto sia gustoso. Iniziamo dall’ingrediente fondamentale: sensore e processore. Il primo è un CMOS da 12.3 Megapixel effettivi di formato DX, il secondo il collaudato Expeed. Poi viene schermo LCD posteriore. Rispetto a quello della D80 è migliorato. Ora è un 3” con qualità VGA, come quello della ammiraglia D3. Cioè con un numero di pixel quattro volte maggiore. Poi c’è il Live View con la funzione Face Detection e autofocus a contrasto di fase. La sensibilità ISO può essere estesa a 6400 ISO e ridotta a 100 ISO. L’autofocus, come quello dei modelli di gamma superiore D700 e D3, è del tipo 3D a inseguimento. Il tempo di startup è migliorato, questa volta rispetto alla D80, come anche il già inavvertibile tempo di buio dovuto al ribaltamento dello specchio. Il mirino è bello luminoso e fornisce una visione sul 96% della scena ripresa. Anche in questo un passo avanti. Sempre confrontando con la D80, troviamo che la batteria di alimentazione è la medesima mentre sono aumentate le possibilità d’intervento sul file che si possono eseguire in macchina, senza ricorrere a un programma di fotoritocco. Da sottolineare il D-Lighting attivo, il controllo della vignettatura, la correzione automatica delle aberrazioni cromatiche. Per chi si dedica con una certa frequenta alle riprese di soggetti veloci e alle sequenze, la D90 offre un buffer ben dimensionato in grado di supportare una cadenza di 4.5 fotogrammi al secondo e immagazzinare 7 file consecutivi in Raw, oppure 25 in Jpeg modalità Fine o addirittura 100 nella modalità Normal.

La grossa novità

La novità più importante, offerta dal questo apparecchio, però è la possibilità di riprendere anche video in alta risoluzione. E’ la prima reflex SLR a offrire questa possibilità. Ciò la fa essere anello di congiunzione tra il mondo e gli strumenti delle immagini in movimento e quello delle immagini fisse. Il formato dei filmati è AVI, nelle risoluzioni 1280x720 (16/9 720p), 640x424 (3/2 VGA) e 320x216 (3/2. QVGA).In altre parole si può riprendere sia in HD, sia nella risoluzione normale. Anello di congiunzione, abbiamo detto e non una vera videocamera. I risultati e ancor più l’operatività, vanno giudicati facendo il confronto con quanto finora è stato offerto dalle fotocamere in fatto di video e non dalle videocamere. Sotto questo punto di vista non c’è che da registrare un netto miglioramento nella qualità delle immagini. Non fosse altro per le dimensioni del sensore, molto più grande di quello adottato dalle videocamere. Lo si apprezza specialmente nelle riprese in luce ambiente, quando bisogna impostare una elevata sensibilità. In questo caso il confronto con i risultati offerti da una videocamera è nettamente vincente a favore della D90. Prestazioni minori, prestazioni si badi e non qualità d’immagine, se si esaminano le modalità d’uso. L’esposizione automatica è garantita, come garantita è la stabilizzazione dell’immagine con gli obiettivi della classe VR. La messa a fuoco, invece, deve essere eseguita manualmente. Limitazioni anche riguardo alla durata della ripresa continua: cinque minuti in alta risoluzione 1280x720 e venti minuti nelle risoluzioni inferiori. Il diaframma di ripresa, quindi anche l’estensione della profondità di campo, va impostato prima di entrare nella modalità Live View. In seguito l’automatismo di esposizione della fotocamera, per offrire immagini ben esposte, agirà non sul diaframma e nemmeno sul tempo di esposizione, bensì sul cosiddetto guadagno. In pratica amplificando il segnale quando ce n’è bisogno. Assieme al video, la D90 registra anche l’audio ambiente, mediante un microfono situato sul fianco destro dell’apparecchio. Come accade per i file fotografici, anche quelli video si possono rivedere e l’audio riascoltare, premendo il solito tasto di visualizzazione dei file.

Nella pratica


Impugnare la D90 è come impugnare la D80 o la D70. Una macchina leggera, dalle dimensioni contenute. Anzi, un po’più contenute rispetto alla D80. Anche il materiale con cui è costruito il corpo fornisce una piacevole sensazione di robustezza. Chi è già abituato a uno di questi modelli non s’accorgerà nemmeno di averlo cambiato. Chi s’affaccia con questo apparecchio per la prima volta alla fotografia non può che apprezzarne l’ergonomia e la facilità d’uso. I vari comandi sono facilmente raggiungibili e molto intuitivi. Le impostazioni in atto, oltre ad essere visualizzate nel display superiore, lo sono anche nel grande LCD posteriore per una più facile lettura. Nell’uso pratico abbiamo apprezzato il sistema di pulizia del sensore, basato su ultrasuoni e anche quello via software, quando si usi il programma NX2. Quest’ultimo ci è sembrato più efficiente del primo, anche se il primo è più pratico. Buoni risultati anche per le riprese a luce ambiente. I 3200 ISO nominali si possono aumentare fino a 6400 e la qualità dell’immagine non ne soffre più di tanto. La drastica riduzione del rumore alle alte sensibilità è una caratteristica che abbiamo già riscontrato in altri modelli della serie Nikon. Ad esempio nella D700. Evidentemente il software proposto a questa funzione è particolarmente efficiente. E’ una buona notizia per i puristi che desiderano sempre e comunque riprendere a luce ambiente. Se i risultati sono buoni alle alte sensibilità lo sono ancor più alle basse e intermedie. Non siamo fanatici del Live View, ma capiamo che può essere interessante per il neofita, oramai abituato dalle compatte. Vale la pena quindi sottolineare la qualità delle immagini che si visualizzano nello schermo LCD. I pixel piccoli a sufficienza per permettere, sullo schermo, anche una buona messa a fuoco manuale. Chi si dedica alla macro ne sarà felice.

Il video

Possiamo dire che chi s’attendeva una videocamera rimarrà deluso. L’apparecchio è una fotocamera che fa “anche” video. Ciò non è sminuirla, perché la qualità dei video è buona, in alcuni casi molto buona, anche paragonata a quella delle videocamere. Ci sono, però, alcune limitazioni operative di cui bisogna prendere atto. Queste, per il neofita, possono sembrare degli svantaggi. Pensiamo alla messa a fuoco, che si deve fare manualmente. Oppure alla lunghezza della ripresa continua. Paradossalmente sono limitazioni per chi è senza esperienza di video, piuttosto che per chi sa già muoversi in questo campo. Solo nel caso di riprese di cronaca veloce si ricorre all’autofocus. Chi vuole più precisione mette sempre a fuoco manualmente. E anche nel caso delle riprese veloci, preferisce usare una focale corta e giocare sulla cosiddetta iperfocale, impostando un diaframma che garantisca un soggetto tutto nitido dal primo piano alla sfondo. E ciò è ancora più facile con i grandangolari fotografici, piuttosto che con gli zoom delle videocamere.

Il Video della presentazione


Scheda Tecnica

Sensore: Cmos da 23.6x15.8 mm
Processore: Expeed
Pixel effettivi: 12.3 Megapixel
Sensibilità: 200-3200 ISO (riducibile a 100 ed espandibile a 6400)
Display: LCD TFT 3”, Live View, 920.000 punti
Scatto in sequenza: fino a 4.5 fps
Esposizione: TTL con sensore RGB da 420 pixel, Color Matrix 3D II, ponderata centrale, spot
Programmi: auto, program con programma flessibile, priorità tempi o diaframmi, manuale, scene
Autofocus: Nikon Multi-Cam 1000 con rilevazione di fase TTL, 11 punti AF (sensore a croce)
Flash integrato:
Formati: Nef (Raw) e Jpeg (anche in contemporanea), AVI (Motion Jpeg) per i video
Sistema pulizia:
Schede di memoria: SD, SDHC, card Eye Fi
Peso: 620 gr solo corpo
Dimensioni: 132x103x77 mm

 

Articolo e Video per gentile concessione di PMStudio