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«Campeggio, riapertura illegittima» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 10 ottobre 2001

Illegittimo il procedimento amministrativo per riaprire il campeggio: il parere legale dell'avvocato Massimo Carlin, incaricato dalla stessa amministrazione comunale, conferma sostanzialmente le contestazioni del Wwf, contenute nell'esposto alla Procura della Repubblica. In gioco sono le sorti del camping comunale Marina di Santa Croce, la struttura ricettiva un tempo più prestigiosa della località balneare, posta in pineta a fianco dell'oasi naturalistica del Mort, ma ormai chiusa da quasi 10 anni, abbandonata al degrado, occupata abusivamente da extracomunitari e sospettata di ospitare traffici di droga e riti satanici. Dopo aver risolto definitivamente e positivamente il contenzioso giudiziario con gli ultimi gestori, l'attuale amministrazione, nel dicembre 1998, aveva iniziato l'iter per la riapertura affidando l'incarico ad un progettista di redigere un progetto di massima per un restauro dell'ordine di 3miliardi e mezzo. Il progetto presentato fu invece dell'ordine di 6 miliardi e 240 milioni di lire, anche perchè furono previste nuove opere come la realizzazione di una strada di collegamento tra via dei Lecci e via dei Pioppi, che si è rivelata come il pomo della discordia con il Wwf. Questa strada infatti, prevedendo l'abbattimento di decine di alberi, ha mandato su tutte le furie l'associazione ambientalista, anche perchè giudicata non funzionale alle esigenze del campeggio, ma solo al residence dei Lecci, una struttura privata costituita da seconde case, realizzata in modo speculativo senza prevedere l'accesso auto per alcune abitazioni. Comunque, niente di male, se non fosse che questa strada non è prevista dal Prg e ricade su un terreno destinato a giardino pubblico. Necessario quindi è portare a termine preventivamente una variante urbanistica. Ed è proprio sulla procedura di adozione della variante che è nata la contestazione di illeggittimità sollevata dal Wwf e sostanzialmente condivisa dal legale del Comune: considerando i tempi lunghi di queste varianti, l'Amministrazione, per fare prima, aveva deciso di utilizzare una norma che abbrevia molto i tempi in caso di piccole varianti per realizzare opere pubbliche. Un iter che secondo il Wwf non è però utilizzabile per un opera di oltre 6 miliardi. Lo stesso sostiene il legale del Comune che ha suggerito ancora 16 mesi fa, data di consegna del parere legale, una serie di misure di autotutela, quali la revoca di tutte le deliberazioni di giunta e consiliari adottate precedentemente per il presunto procedimento illeggittimo. L'amministrazione comunale si è invece limitata a liquidare il progettista e a sospendere la gara di licitazione privata per la costruzione e la gestione della struttura ricettiva. Le opposizioni consiliari in merito hanno annunciato iniziative clamorose.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 10.10.2001.
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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