| Omicidio Gnes, chiusa l'inchiesta |
|
|
| Scritto da Gianluca Amadori | |
| venerdì 28 settembre 2001 | |
|
Quattro richieste di rinvio a giudizio per la morte di Adriano Gnes (nella foto), il quarantaquattrenne pregiudicato di Musile di Piave, il cui corpo, nell'inverno di due anni fa, fu rinvenuto da un barista all'uscita dal night club Lady Marilyn di Eraclea, a conclusione di una serata piuttosto movimentata. Il sostituto procuratore di Venezia, Massimo De Bortoli, ha chiuso l'inchiesta chiedendo il processo per tre albanesi, accusati di omicidio preterintenzionale, e per un amico della vittima, Ivan Bianco, 42 anni, il reato contestato è il 586 del codice penale, quello che punisce la morte come conseguenza di altro delitto. I primi, secondo le risultanze dell'inchiesta, avrebbero picchiato la vittima nel corso di una rissa, ma senza l'intenzione di provocarne la morte; il secondo non gli avrebbe prestato soccorso, lasciandolo agonizzante fuori dal locale, dove fu ritrovato soltanto all'alba. Il fatto di sangue risale alla notte tra il 30 e il 31 gennaio del 1999: tutto sarebbe nato per una lite scoppiata verso le due del mattino tra Adriano Gnes, suo fratello Lorenzo e Ivan Bianco, contrapposti a tre albanesi. Ad iniziare, secondo la ricostruzione effettuata dalla polizia, sarebbero stati proprio gli italiani, probabilmente dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, per difendere una ragazza del night che sarebbe stata schiaffeggiata da uno degli albanesi. A questo punto arriva una volante della Polizia, fatta intervenire per calmare un altro molestatore, che nulla aveva a che fare con quella rissa. I tre albanesi vengono portati in commissariato e identificati, ma poi vengono rilasciati, poichè a loro carico per il momento non risulta nulla. Usciti dal commissariato, i tre tornano al Lady Marylin: la lite riprende all'interno del locale e, successivamente, attorno alle 4.30, si sposta all'esterno, sempre più violenta.Adriano Gnes, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbe caduto a terra, mentre Bianco e il fratello della vittima salgono in auto e se ne vanno. Facendo manovra, la vettura avrebbe investito il corpo di Gnes, riverso al suolo, tanto che in un primo momento gli investigatori ritengono che possa essere stata questa la causa del decesso e Bianco, che si trovava al volante, viene indagato per omicidio colposo. Ma, successivamente, l'autopsia rivela che l'uomo è morto per il freddo, per il mancato soccorso, e non direttamente per le lesioni riportate nel corso della rissa, quando sarebbe stato picchiato dai tre albanesi, nè del presunto investimento. Da qui le nuove accuse: omicidio preterintenzionale contestato agli extracomunitari, ai quali il magistrato ha riconosciuto l'attenuante di non aver avuto l'intenzione di uccidere; morte come conseguenza di altro delitto per Bianco, al quale viene contestato di non aver prestato aiuto all'amico. L'inchiesta inizialmente condotta dal pm Carlo Broli, aveva coinvolto anche Lorenzo Gnes, al quale però, alla fine delle indagini, è stato contestata soltanto la partecipazione alla rissa. Reato per il quale ha già patteggiato. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 28.09.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |