| «Non sequestratori ma raggirati» |
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| Scritto da Fabrizio Cibin | |
| venerdì 30 maggio 2008 | |
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I due poi sostengono di essersi accorti che non entravano soldi, pure se a fronte di provate vendite dei tendaggi. "Così martedì sera, dopo innumerevoli tentativi, i miei assistiti - racconta il legale - si sono finalmente incontrati col presunto amico R.L., per cercare di far chiarezza sui conti aziendali. All'interno dell'azienda del mio assistito sono stati così contattati numerosi clienti, che hanno confermato come R.L. si fosse indebitamente appropriato di acconti e pagamenti per migliaia di euro. Tutto qui. Non c'è stata alcuna violenza, alcuna minaccia e, soprattutto, alcun sequestro". I carabinieri sono intervenuti in un capannone a Jesolo. "Non è vero - continua l'avvocato - che la presunta vittima sia stata caricata a forza sull'auto del mio assistito: vi è salita spontaneamente, tra l'altro alle otto di sera e davanti a molte persone; non è vero che la Panda fosse stata 'nascosta': era parcheggiata in bella vista davanti al capannone, sede dell'attività del mio cliente; non è vero che i carabinieri hanno fatto irruzione nel capannone: due militari si sono limitati a suonare il campanello ed i miei clienti sono usciti in compagnia di R.L. che, per inciso, non era affatto sofferente né tanto meno sanguinante. L'unica cosa vera è che la signora J.N.P., appreso del furto, ha colpito il R.L. con due ceffoni, piangendo dalla rabbia. Tra l'altro in piazza e di fronte a decine di testimoni. E vorrei vedere chi non avrebbe fatto altrettanto". Teso ha fatto visita, ieri, ai due conviventi ("Li ho trovati molto provati"). "Spero che il processo arrivi al più presto per poter chiarire questa triste vicenda".
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