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Consiglio deserto, la minoranza insorge PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 14 maggio 2008

ImageLa maggioranza non partecipa al consiglio comunale fatto convocare dalle minoranze (tranne Patrizia Furlan) per adeguare alla legislazione vigente lo statuto della società patrimoniale del Comune. Un consiglio comunale che è andato quindi deserto, ma senza essere riconvocato. Una "anomalia", quest'ultima, a parere di Renata Filippi ("Impegno per Eraclea"), già presidente del primo consiglio comunale con sindaco Graziano Teso, che rileva "è stato violato, tre le tante cose, anche l'articolo 14 del regolamento consigliare laddove prevede la seconda convocazione in caso che la prima vada deserta".

L'attuale presidente, Antonella Casonato, unico consigliere comunale di maggioranza presente, "per doveri d'ufficio", dovrà quindi procedere ad una seconda convocazione. Nella mezz'ora intercorsa dalle 20.30, ora di convocazione, alle 21, momento in cui la Casonato ha dichiarato deserta la seduta per mancanza di numero legale, la minoranza ha polemizzato violentemente con la stessa Casonato, rimasta sola per la maggioranza a reggere l'urto di una vera e propria dichiarazione di guerra delle minoranze. "Con questa mossa - ha detto Stefano Stefanetto capogruppo di Eraclea con amore - si è passato il segno. Non c'è solo arroganza, ma una totale mancanza di democraticità. L'opposizione voleva semplicemente proporre di portare nell'alveo della legalità la Società Patrimoniale del Comune già incorsa nelle sanzioni della giustizia amministrativa. Questo sottrarsi pervicacemente al confronto è il segno del punto di non ritorno: ora siamo legittimati a ricorrere ai tribunali, penali e amministrativi per chiudere anzitempo anche questa seconda amministrazione Teso". "A condannare l'Amministrazione Teso - sostiene la Filippi - non ci sono solo le sentenze e le ordinanze del Tar, ma anche la giustizia penale con la vicenda dell'ecocentro abusivo. Sono i tribunali che condannano l'Amministrazione Teso. Noi come opposizione volevamo solo proporre, dare un contributo per ripristinare la legalità. Non è morale spendere 30mila euro dei cittadini di Eraclea solo per chiedere un parere legale sulla opportunità o meno di costituirsi in giudizio al Tar contro il Cogest, per la vicenda della gara delle concessioni demaniali, sapendo benissimo che era una partita persa in partenza".



Articolo tratto dal quotidiano: "Il Gazzettino"
Nota sul copyright: ogni diritto di legge sulle informazioni fornite da Il Gazzettino S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva a Il Gazzettino S.p.A.

 

 

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