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Ombrelloni, una domenica di caos |
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Scritto da Maurizio Marcon
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martedì 13 maggio 2008 |
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Spiaggia di Eraclea Mare nel caos nella domenica di Pentecoste, dopo l'ordinanza del Tar che accogliendo il ricorso del Cogest ha dichiarato illegittima l'aggiudicazione delle concessioni demaniali alla società patrimoniale del Comune, Eraclea Patrimonio Servizi (Eps), rendendola di fatto "libera". Senza gestione e servizio salvataggio, ma con i servizi igienici nei container aperti per ordinanza del sindaco (ieri, lunedì, però erano già chiusi) Eraclea Mare non dava l'immagine di spiaggia ordinata.
"Sembrava - dice M. P. del Cogest - un accampamento dei Sioux". Insomma è un inizio di stagione difficile per la località balneare abituata tradizionalmente ad avere durante le festività di Pentecoste un folla di turisti tedeschi. Ed è proprio per "salvare" la stagione che la Cogest lancia un appello al sindaco Graziano Teso per arrivare al più presto ad una soluzione concordata: "Ne va di mezzo - sostiene il consorzio degli ombrellonisti - l'immagine della località balneare. Al Cogest fanno notare che il Tar ha sentenziato in base "alla palese violazione" della normativa che vieta ad una società comunale di partecipare a gare in cui non sono in gioco servizi pubblici. "Ora - sostengono gli ombrellonisti - in base ad una normale interpretazione del diritto le concessioni demaniali toccano a noi, essendo stata dichiarata illegittima dal Tar la partecipazione alla gara dell'Eps. E, nonostante avessimo fatto verbalizzare alla commissione comunale, fin dall'apertura delle buste, la palese illegittimità a partecipare dell'Eps che si era costituita in Associazione temporanea di impresa (Ati) solo con alcuni operatori, ponendo il veto su altri, guarda caso appartenenti al Cogest, siamo disposti per il bene di Eraclea Mare e del movimento turistico a trovare un accordo con gli albergatori che ora sono rimasti esclusi. Siamo peraltro preoccupati che il sindaco Graziano Teso non tenga conto della situazione di diritto e di fatto, ovvero l'inagibilità della spiaggia, che si è venuta a creare e cerchi improbabili ricorsi al Consiglio di Stato. E con questo ritardando ulteriormente i lavori di messa in pristino". "Mi riservo - ha replicato il sindaco Teso - ogni decisione dopo l'incontro con i legali".
Articolo tratto dal quotidiano: "Il Gazzettino"
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