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Arenile, il Tar riassegna la gestione alla Cogest PDF Stampa
Scritto da Pierluigi Tamburrini   
venerdì 09 maggio 2008

ImageIl Tar del Veneto ribalta la concessione dell'arenile di Eraclea che il Comune aveva assegnato ad una sua partecipata. E accoglie la richiesta di sospensiva connessa al ricorso dell'altra partecipante alla gara per l'assegnazione dell'appalto, la Cogest, storico gestore delle spiagge di Eraclea. E si riaprono i giochi per un appalto da milioni di euro. La concessione era stata assegnata il 4 aprile scorso con provvedimento comunale alla Eps (Eraclea Patrimonio e Servizi) insieme a una associazione temporanea di imprese da costituirsi insieme ad altre tre società. E gestire le spiagge di Eraclea è un business colossale, considerando che il vincitore della gara avrebbe dovuto accollarsi spese per un milione e quattrocentomila euro in infrastrutture per le spiagge, quali camminamenti, bar e servizi.

Una spesa abbondantemente compensata dagli incassi che si presume arrivino con sei anni di gestione, prorogabili per altri sei anni. La Eps aveva totalizzato nella gara d'appalto 78 punti contro i 76 dell'altra partecipante al bando, la Cogest, già gestore delle spiagge di Eraclea che ha mantenuto tale ruolo fino al termine della vicenda giudiziaria. Ma la Eps società che dal maggio 2007, ha in gestione i parcheggi e in genere la mobilità sul territorio comunale è interamente partecipata dal Comune tanto da essere definita, sul sito ufficiale di Eraclea, la "cassaforte pubblica". E su queste basi scatta il ricorso al Tar, curato dall'avvocato Francesco Acerboni, da parte della Cogest. Il ricorso sostiene che si è in presenza di una violazione della legge 248 del 2006, la cosiddetta Bersani 2. La legge, infatti, riconosce alle società partecipate dai comuni la possibilità di gestire i cosiddetti servizi in house, cioè servizi che il comune non sarebbe in grado di gestire da solo. Ma, secondo i ricorrenti, questo genere di società non possono partecipare a gare d'appalto in quanto, evidentemente, il comune sarebbe, contemporaneamente, proprietario della società e assegnatario dell'appalto. Punto critico della norma è la dicitura che spiega come queste società "non possono svolgere servizi per altro soggetto" che non sia il comune stesso. Inoltre, secondo i ricorrenti, lo svolgimento della gara sarebbe stato viziato dalla conoscenza anticipata delle offerte. "La Commissione ha aperto le buste contenenti l'offerta tecnica - si legge nel ricorso - tuttavia senza richiuderle di volta in volta in maniera da assicurarne la segretezza". Peraltro, prosegue il ricorso, "il valore dei servizi (attualmente offerti da Eps n.d.r.) è inferiore a quello delle opere da realizzare a seguito della aggiudicazione della gara oggetto del presente giudizio." Ragioni che hanno convinto i giudici amministrativi che, in sede di camera di consiglio, hanno accolto la richiesta di sospensiva presentata dalla Cogest che quindi continuerà a gestire l'arenile almeno fino all'udienza di merito, che potrebbe arrivare anche tra anni.



Articolo tratto dal quotidiano: "Il Gazzettino"
Nota sul copyright: ogni diritto di legge sulle informazioni fornite da Il Gazzettino S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva a Il Gazzettino S.p.A.

 

 

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