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Gestione spiagge, ricorso al Tar PDF Stampa
Scritto da Pierluigi Tamburrini   
martedì 29 aprile 2008

ImageIl Comune di Eraclea assegna a sé stesso la gestione delle spiagge dopo aver indetto una gara d'appalto. Almeno questa è la tesi della Cogest, storico gestore delle spiagge del litorale, che ha presentato ricorso al Tar contro la decisione del Comune di Eraclea di affidarle invece alla Eps (Eraclea Patrimonio e Servizi) società interamente partecipata dal Comune che, dal maggio 2007, ha in gestione i parcheggi e in genere la mobilità sul territorio comunale.

Definita la "cassaforte pubblica" sul sito del Comune, la Eps ha recentemente partecipato alla gara per l'assegnazione della gestione dell'arenile principale di Eraclea. Un business colossale, considerando che il vincitore della gara avrebbe dovuto accollarsi spese per un milione e quattrocentomila euro in infrastrutture per le spiagge, quali camminamenti, bar e servizi. Una spesa abbondantemente compensata dagli incassi che si presume arrivino con sei anni di gestione, prorogabili per altri sei anni. E alla gara, le cui offerte non erano segrete, ha partecipato insieme alla Eps la stessa Cogest, già società di gestione dell'arenile. Risultando sconfitta per due punti, totalizzandone 76 contro i 78 della società partecipata dal Comune. Un verdetto che ovviamente non soddisfa la società privata che ha presentato un ricorso, curato dall'avvocato Francesco Acerboni, di fronte alla prima sezione del Tribunale amministrativo regionale. Oggetto del contendere, da un punto di vista giuridico, è una interpretazione del decreto legislativo 223 del 2006, meglio conosciuto come Bersani due. La legge, infatti, riconosce alle società partecipate dai comuni la possibilità di gestire i cosiddetti servizi in house, cioè servizi che il comune non sarebbe in grado di gestire da solo. Ma, secondo i ricorrenti, questo genere di società non possono partecipare a gare d'appalto in quanto, evidentemente, il comune sarebbe, contemporaneamente, proprietario della società e assegnatario dell'appalto. Punto critico della norma è la dicitura che spiega come queste società "non possono svolgere servizi per altro soggetto" che non sia il comune stesso. Ma resta poco chiaro su quale sia l'entità dei servizi che le società in house possono svolgere per lo stesso comune. E, secondo i ricorrenti, ci si trova di fronte a una violazione di legge. A fronte dell'imminente inizio della stagione turistica, e quindi dell'urgenza della decisione del Tar secondo i ricorrenti, la Cogest ha presentato richiesta di sospensiva per bloccare gli effetti della gara d'appalto, lasciando così di fatto alla Cogest stessa la gestione della spiaggia. La richiesta di sospensiva verrà discussa nella camera di consiglio del prossimo 7 maggio.



Articolo tratto dal quotidiano: "Il Gazzettino"
Nota sul copyright: ogni diritto di legge sulle informazioni fornite da Il Gazzettino S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva a Il Gazzettino S.p.A.

 

 

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