Skip to content
Blitz dell'Ericsson, insorge il paese PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 09 settembre 2001

A Stretti spunta una nuova antenna telefonica della Ericsson e la gente scende in piazza. Una protesta spontanea anche per la repentinità con cui traliccio e ripetitore sono stati installati su suolo privato, in via Braida III, a pochi metri dal campo sportivo e dalle abitazioni, senza l'autorizzazione del Comune. Ed è proprio sulla mancata autorizzazione comunale che è nato il caso sottoposto dalla Polizia Muncipale all'attenzione del giudice Luca Ramacci. Il quesito da dirimere riguarda il diritto di installare un traliccio, in questo caso su suolo sì privato, ma a rischio geologico, essendo di formazione torbosa: il traliccio di via Braida III è posto a pochissimi metri dalla strada e dalle più vicine abitazioni. Sono stati infatti i residenti confinanti a lanciare l'allarme. A preoccupare la popolazione e gli stessi uffici comunali è l'eventuale possibile cedimento del fragile terreno su cui insiste il traliccio senza un'adeguata base di sostegno certificata da un ingegnere. A Eraclea è la prima volta che si presenta un caso di antenna installata su suolo privato: finora tutte le cinque antenne presenti sono collocate su suolo pubblico e sono regolarmente autorizzate dagli uffici comunali, sia in via definitiva che provvisoria. Per l'antenna di via Braida III in Comune è invece arrivata una semplice comuncazione da parte della Ericsson che informa di installare l'antenna per conto della Wind in via provvisoria. «Di mezzo - commenta l'assessore di Stretti, Giuliano Roma - c'è probabilmente un escamotage o un semplice calcolo che punta sulla lentezza della burocrazia giudiziaria e l'eseguità della sanzione penale. I nostri uffici sostengono che senza autorizzazione del Comune non si possono installare tralicci e antenne, anche in forma provvisoria e su suolo privato. Alla luce dei fatti l'esigenza è più che giustificata: basta guardare al traliccio installato in via Braida. Un'operazione fatta all'insegna del massimo risparmio e senza valutare le possibili conseguenze per l'incolumità della gente. Bastava collocare la struttura in mezzo al campo, e non a ridosso della strada e delle abitazioni, per avere margini di sicurezza in caso di abbattimento. Senza calcolare l'ancora discusso problema dell'intensità e pericolosità delle emissioni di una radio base. A mio parere l'epertura di quel cantiere richiedeva oltre all'autorizzazione dl Comune anche quella dell'Asl e dell'Ispettorato del lavoro».

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 09.09.2001.
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

Problemi in evidenza

Incroci al buio
Desideriamo segnalare la pericolosità di alcuni incroci del nostro territorio comunale dovuta all'assenza di illuminazione elettrica. Si tratta di un paio di crocevia che sono particolarmente frequentati non solo nelle ore diurne ma anche in quelle serali e notturne quando il buio la fa da padrone.Leggi tutto

Dalla Galleria

Carnevale 2008: il video

Ultimi annunci