| Gasparetti: «Ecco i motivi del tracollo di Eraclea Turismo» |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| sabato 12 gennaio 2008 | |
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"E non è stato certo - sostiene - colpa dei 'lauti' compensi degli amministratori. Su questo fronte va precisato subito che prima, con la gestione famigliare a titolo gratuito, ho trovato una azienda pubblica priva dei requisiti necessari: non c'era neppure una sede, la situazione era anomala non solo sulla gestione dei parcheggi, ma anche della spiaggia dove c'erano una cinquantina di ombrelloni che se socialmente era giusto aiutarli dall'altro canto costituivano un peso per una moderna gestione economica. E così la presenza della componente privata restia a modificare queste situazioni ha reso impossibile la trasformazione all'oggi al domani della spiaggia di Eraclea Mare in un grande e moderno stabilimento balneare. Comunque, riguardo ai tanto contestati compensi, io come presidente percepivo all'anno 18mila euro lordi che netti si riducevano a 9mila, ovvero poco più di 700 euro al mese, praticamente un rimborso spese; il direttore, come impiegato di concetto percepiva 1500 euro al mese, mentre la dottoressa, addetta al marketing e alla comunicazione, in realtà è stata assunta per poco tempo. Il vero problema era la costituzione mista della società con i privati che a differenza della Jesolo Turismo, che ho presieduto dal 1994 al 2000, non erano soci istituzionali rappresentanti di categorie, ma soci a titolo personale". "Quindi - conclude Gasparetti - l'Eraclea turismo o diventava interamente pubblica per gestire i servizi in house, a cominciare dai parcheggi che danno un utile interessante, oppure diventava interamente privata. A causa dei dissidi interni al consiglio di amministrazione non si è potuto fare ne questo ne quello. Il Comune è stato così costretto da un lato e cedere il campeggio e dall'altro a creare la Patrimoniale, un società a capitale interamente pubblico, e quindi in grado di gestire i parcheggi in house". |