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Per Teso bisognerà eliminare i doppioni PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 05 dicembre 2007

Image"Il Veneto Orientale ha bisogno di rivoluzionare la sua sanità, puntando sulle professionalità e l'eccellenza e mettere così al centro le esigenze dell'utente prima di quelle logistiche e localistiche. Una sanità riorganizzata quindi in funzione del miglior utilizzo delle risorse ovvero eliminando i doppioni" Graziano Teso, sindaco di Eraclea, neoeletto presidente della Conferenza dei Sindaci della Sanità, dopo aver incontrato, in separata sede, sindaci del Sandonatese, del Portogruarese e i sindacati, oltre, ovviamente, più volte il direttore generale dell'Asl 10, si è fatto un'idea dell'emergenza sanità nel Veneto Orientale, e di come affrontarla.

Un'idea che appare molto sviluppata rispetto ad un mese fa quando parlava ancora di difesa dei tre ospedali più la casa di cura "Rizzola" e rigettava con sdegno solo l'accenno alla proposta di ospedale unico. "A chiedere in modo pressante un netto miglioramento dellà sanità nel Veneto Orientale - sostiene Teso - è lo stesso malumore degli utenti, sia quando si lamentano per le liste di attesa sia delle prestazioni ospedaliere. E se abbiamo come primo riferimento le esigenze sanitarie dei nostri cittadini, è necessario, da buoni amministratori, fare con risorse e strutture attualmente a disposizione, rimandando ai prossimi 15 anni l'ospedale unico, una proposta, come dice il direttore Spadaro per la sanità del futuro. Ecco quindi il problema dei servizi e reparti doppione. Un problema da affrontare e risolvere accorpandoli o da una parte o dall'altra. Con questa impostazione, anche i miei colleghi sindaci devono convincersi, il reparto di otorinolaringoiatria o va a San Donà o a Portogruaro. Si può valutare, e decidere, sul dove, ma va accorpato. Solo così si può puntare allo sviluppo delle professionalità e ad una sanità di eccellenza". Quindi, per combattere il campanilismo ospedaliero Portogruaro potrebbe decidere di sacrificare otorinolaringoiatria in cambio della più strategica ortopedia con cui nel tempo si è fatto un nome. "Ben sapendo - precisa il neopresidente della sanità - che in ogni caso alla fine i tagli di questa razionalizzazione colpiranno soprattutto il Sandonatese, attualmente con una situazione ospedaliera più sviluppata. E' dal 2002, praticamente da sei anni, che il piano della Regione sull'asse Rizzola-Jesolo è rimasto lettera morta. Certo, in ogni caso, i due ospedali di riferimento, in attesa della sanità del futuro, dovranno restare a San Donà e Portogruaro, con Jesolo quale riferimento della sanità del litorale. Comunque, nell'immediato, tutte le situazioni, come mi ha assicurato il dottor Spadaro, sono congelate. Ma è necessario decidere con i criteri dati, e pur sapendo che la coperta potrebbe essere troppo corta. La prossima settimana, non appena il Distretto del Litorale avrà nominato il suo rappresentante, convocherò l'esecutivo della Conferenza dei sindaci, composto anche dal sindaco Bertoncello e da Loris Merli. Da questa sede cominceremo a lavorare per una soluzione condivisa".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 05.12.2007
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